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Giuseppe Amato nuovo capo della Procura: 'Il processo non può essere la pena"

Si è insediato ufficialmente oggi con la cerimonia presso il tribunale di Bologna

 

Si è insediato ufficialmente oggi il nuovo Procuratore Capo di Bologna, ma Giuseppe Amato, 56 anni, era già stato nominato a metà luglio dal Consiglio Superiore della Magistratura. La cerimonia oggi presso il tribunale di Bologna alla quale hanno partecipato esponenti delle istituzioni e delle forze dell'ordine. 

"Non è certo il momento di fare ipotesi organizzative, sarebbe un gesto di arroganza concettuale - ha detto nel suo intervento Amato che si è detto convinto di "proseguire su una strada di grande efficienza" riferendosi alle criticità soprattutto della Corte d'Appello di Bologna, individuata, fra quelle con il più alto tempo medio di risoluzione e il più alto tasso di pendenze ultra-triennali, tanto da portare in città a marco scorso anche il Ministro della Giustizia Andrea Orlando. 

"Il processo non può essere la pena" l'azione giudiziaria deve avere un "tempo ragionevole" e "i rapporti con il foro di Bologna sarà rapporto di collaborazione franca e di dialettica, il mio impegno saeà quello di avere dall'altra parte qualcuno che cerca di ottenere in buona fede un determinato risultato" nel rispetto dell'articolo 111 della Costituzione, poichè il "giusto processo per essere tale deve essere rapido". 

CURRICULUM VITAE. Giuseppe Amato, prima di arrivare in città, è stato procuratore capo di Trento e succede a Roberto Alfonso, ora Procuratore generale di Milano. Nato a Roma nel 1960, è figlio di Nicolò Amato, che fu a capo del DAP - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria - nonchè grande sostenitori de carcere duro (41 bis) per i mafiosi. 

Il nuovo Procuratore capo è stato sostituto procuratore distrettuale antimafia a Roma, ha guidato la Procura di Pinerolo (To) e dal 2012 quella di Trento. 

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