Cronaca santa viola

Incendio doloso alla Stazione Santa Viola, Merola: ''Atto grave e preoccupante'

Il leghista Fabbri intanto chiede alle istituzioni pene esemplari: "Mostrare i muscoli, è ora di finirla con ricattatori e sabotatori'. Invece il neo assessore regionale ai trasporti fa sapere che bisognerà attendere il pomeriggio per ripristinare la circolazione ferroviaria

"Atto grave e preoccupante", così il sindaco di Bologna Virginio Merola bolla l'incendio doloso che stamane ha interessato alcuni impianti della stazione di Santa Viola. Nel mirino l'alta Velocità. Dietro la probabile mano anarchica.
"Ricorrere a danneggiamenti e creare disagi a migliaia di utenti delle ferrovie - ha aggiunto il primo cittadino di Bologna - è una strategia di sabotaggio da rigettare e mi auguro che gli autori di tali gesti, che nel corso delle ultime settimane hanno creato problemi al nostro Paese, siano identificati e assicurati alla giustizia quanto prima".

"Per il ripristino completo del tratto ferroviario compromesso dagli incendi si dovrà  attendere il tardo pomeriggio di oggi, così come mi è stato assicurato dai responsabili RFI di Bologna". Così il segretario Pd di Bologna, neo assessore regionale ai trasporti, Raffaele Donini, aggiorna sulla circolazione ferroviaria gravemente compromessa dalle 4.30 odierne. Ad ora la linea Alta Velocità, seppur con rallentamenti- informa Donini- funziona ad un solo binario, mentre è riattivata quella fra Bologna e Verona. Per l'assessore, in costante contatto con Rfi assieme all'assessore regionale uscente Alfredo Peri, si tratta di "un atto violento, non il primo in tal senso, che desta grande preoccupazione anche per le conseguenze che avrebbe potuto provocare in termini di danni a persone ed al patrimonio ferroviario del nodo di Bologna. Esprimiamo la nostra solidarietà ai tanti passeggeri pendolari che a causa di questo vile atto di sabotaggio hanno subito disagi per la circolazione ed il trasporto pubblico ferroviario".

Duro e senza appello il consigliere regionale della Lega Nord, Alan Fabbri, che chiede al sistema della giustizia "pene esemplari" e alle istituzioni di "mostrare i muscoli, perchè è ora di finirla con ricattatori e sabotatori, il Paese non può essere ostaggio dei violenti". Contro "l'immagine di un Paese consegnato all'anarchia", conclude l'ex candidato leghista alla presidenza della Regione, "chiediamo una risposta durissima e muscolare, in gioco c'è la credibilità delle istituzioni e il futuro delle grandi opere e dell'economia".

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