Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Insegnante di religione a Castiglione dei Pepoli colto da raptus: accoltella la moglie poi si uccide

La tragedia familiare si è consumata nel casertano, ma il prof in questo periodo insegnava religione nel bolognese. Dopo anni di violenze l'ennesima lite finita con il suicidio dell'uomo

L'ha accoltellata decine di volte, praticamente sotto gli occhi dei figli di due e cinque anni che si trovavano in un'altra stanza e che, udite le grida delle madre, sono usciti per chiedere aiuto ai vicini di casa. Paolo Prisco, 39 anni, insegnante precario di religione a Castiglion dei Pepoli, ha ferito gravemente la moglie Paola, dalla quale era separato da alcuni mesi; poi ha tentato di tagliarsi le vene dei polsi e, infine, si è lanciato dal balcone di casa, al quarto piano, morendo sul colpo per l'impatto sull'asfalto.

LA MOGLIE FERITA, MA ANCORA VIVA. La tragedia familiare si è svolta ieri mattina ad Aversa (in provincia di Caserta), in un edificio di via dell'Archeologia. Paola Guglielmi, 36 anni, è stata ricoverata in ospedale e sottoposta subito a intervento chirurgico. I medici hanno impiegato due ore per suturarle tutte le ferite: i fendenti del marito l'hanno raggiunta al volto, all'addome, al torace, ma senza causarle lesioni mortali. Per i sanitari è fuori pericolo di vita ma la prognosi resta riservata, con particolare riferimento a due ferite ai polmoni. La stessa Paola, psicologa, è riuscita dopo l'intervento a parlare con i carabinieri, raccontando di essere stata vittima già in passato di aggressioni da parte del marito.

VIOLENZE DOMESTICHE MAI DENUNCIATE DALLA DONNA. Pugni, schiaffi che la donna aveva preferito non denunciare, ma che avevano contribuito fortemente alla scelta della separazione dal marito, insegnante di religione precario, costretto ad accettare supplenze in giro per l'Italia, l'ultima conclusa una settimana fa in Emilia-Romagna. Una difficile condizione lavorativa, forse non estranea allo stress che aveva minato negli ultimi tempi il rapporto tra i due. Con la separazione e la lontananza forzata, comunque, Paola sperava che le violenze da parte del marito fossero ormai archiviate. E invece, quando l'uomo si reca a casa per incontrare i due bambini, il raptus lo travolge.

SCOPPIA LA LITE, VIA LIBERA ALLA FOLLIA E AL RAPTUS VIOLENTO. Sono trascorse da poco le 10. Tra marito e moglie scoppia l'ennesima lite, a porte chiuse per non spaventare i figli rimasti in una stanza vicina. Poi Paola vede il coltello da cucina nelle mani del marito, e apre l'uscio gridando ai figli di uscire e chiedere aiuto. Lui la colpisce, ripetutamente, e intanto il piccolo di cinque anni bussa alla porta dei vicini di casa, che chiamano i carabinieri. Ma è già troppo tardi: Paolo Prisco vede la moglie sul pavimento in un lago di sangue, probabilmente è convinto di averla uccisa. Prova a tagliarsi le vene con un coltello seghettato, poi esce sul balcone e si lancia nel vuoto.

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