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#Ioapro, la protesta anche a Bologna: "Per cena tavoli già tutti occupati" | VIDEO

Ma nel mondo della ristorazione non tutti sposano l'iniziativa, come il comitato tutela ristoranti che racchiude un centinaio di attività: pronto un ricorso al Tar

 

Sono #ioapro e #ioapro1501 gli hashtag che promuovono l'iniziativa che spopola sui social e che, domani 15 gennaio, porterà diversi bar e ristoranti ad aprire, per protesta. Anche a Bologna e provincia qualche ristoratore hao deciso di ribellarsi ai decreti del Governo, in vigore per contrastare la pandemia di Covid-19, alzando le serrande e aprendo le porte ai clienti. 

Al momento una decina circa, ma la lista è in continuo aggiornamento e non si escludono aperture dell'ultimo minuto. Tra questi, ci sono il Bar Acca di San Lazzaro, il pub Halloween di via Stalingrado e il bar D&Company di via degli Ortolani (che sono già aperti da un po'), il ristorante Laghetti del Rosario e il ristorante Regina Margherita di via Santo Stefano.

"Domani apriremo per cena, rispettando tutte le misure e il distanziamento, i nostri tavoli sono già tutti prenotati – dice Gabriele Bianchetti del ristorante Laghetti del Rosario – lavorare è un diritto garantito dalla Costituzione e non è pensabile andare ancora avanti così. Se resteremo aperti anche dopo? Vedremo – risponde – intanto apriamo e poi valutiamo".

C'è chi sceglie altre vie per mostrare il dissenso. Via a ricorso al Tar del Comitato tutela ristoranti Bologna

Ma nel mondo della ristorazione non tutti sposano l'iniziativa, come il comitato tutela ristoranti di Bologna, formato da un centinaio di attività, tra ristoranti storici e non, che cercano giustizia legalmente con un ricorso al Tar a firma del legale Massimiliano Bacillieri.

"Noi non giudichiamo nessuno ma non aderiamo – afferma Elisabetta Valenti del ristorante Pappagallo –, ci siamo confrontati e siamo d'accordo di non aderire all'iniziativa. Solidarietà a chi lo fa, ma preferiamo seguire le direttive del comitato e andare in quella direzione, quella legale".

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