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Cineteca, il regista Ken Loach con Fiom e Riders: "Persi per strada i diritti basilari dei lavoratori"

La presentazione del suo nuovo film, basato su storie di sfruttamento, diventa un'occasione politica

"Negli ultimi 10 anni in Gran Bretagna i due terzi dei nuovi lavori sono precari. È il fallimento della sinistra. Che cos'e' la sinistra?" Così il regista Ken Loach che ha partecipato alla Cineteca di Bologna al dibattito in sala per la proiezione del suo ultimo film, 'Sorry we missed you'.

Il regista ha dialogato con i ragazzi di Riders Union Bologna e la Fiom-Cgil e ha bacchettato la sinistra progressista in Inghilterra e in Europa: "Finchè si permetterà al modello capitalista di essere concorrente, basandosi sulla riduzione degli standard dei lavoratori, non ci sarà modo di cambiare. Mi chiedo perchè siamo così sorpresi che si sia arrivato a questo". 

La presenza di Ken Loach è stata anche un'occasione per parlare di politica, visto anche il suo passato militante. La sinistra: "Chiamiamo così ormai quei partiti che si piegano allo status quo, e sono disposti a raccogliere le briciole concesse loro dal sistema della grande industria. Non meritano di essere chiamati 'sinistra'..." mentre invece "la destra si comporta sempre allo stesso modo, è difficile non perdere la pazienza con la sinistra" ma "credo che giovani generazioni oggi abbiano idee giuste, ripongo mia fiducia in loro".

"Stiamo sanguinando in Gran Bretagna, abbiamo perso la scorsa settimana le elezioni più terribili di sempre, forse. E un altro fallimento della sinistra, probabilmente, è stato quello di non chiarire e definire con chiarezza il ruolo dell'Unione europea, che così com'è resta un'unione economica che dà potere alle grandi industrie".

Il film parla di un driver sfruttato che si trova costretto a portare a termine consegne persino appena uscito dal Pronto soccorso, assicura Loach rivolto a rider e operai: "Avremmo potuto raccontare storie anche peggiori nel film, basta guardare la realtà. Ora l'imperativo agire, agire come voi state facendo. Nel film non c'è ribellione? È la realtà di molti driver e rider: abbiamo voluto lasciare che il pubblico si arrabbiasse e, magari, si prendesse delle responsabilità. Ricky è prigioniero nel suo automezzo, prigioniero dei debiti, delle responsabiltà che ha con la sua famiglia, e quindi l'unica cosa che può fare lavorare col suo mezzo. Se avessimo mostrato una realtà sindacale o organizzata- precisa il regista- sarebbe stata scorciatoia per il pubblico. Noi vogliamo che il pubblico esca pensando 'beh, dobbiamo fare qualcosa perchè questo è intollerabile'...

"Dobbiamo chiederci perchè è successo che abbiamo perso per strada i diritti basilari dei lavoratori. Le grandi multinazionali competono sulla qualita' e sui prezzi, se trovano il modo per pagare meno i lavoratori non ci pensano due volte. Dobbiamo capire che cosa sotto c'è solo il neoliberismo, sotto questo capitalismo neo liberista. Il capitalismo è neoliberista e sarà solo così in futuro, non può essere benevolo. Basterà che un'azienda assuma lavoratori che costano meno e tutte le altre saranno costrette a farlo". Secondo il regista e attivista inglese, quindi, in tutto questo non basterà mettere una pezza a "un sistema che non va" ma serviranno svolte più incisive. Quindi "non piangetevi addosso, organizzatevi", sprona Loach rivolto a rider e operai di Bologna. (dire)

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