Lotta a ludopatia, le sale scommesse avvertono: 'Distanziometro inefficace, gioco cresce'

L'associazione chiede di anticipare la relazione della Regione sul tema

In Emilia-Romagna "si sta assistendo alla chiusura delle aziende di gioco legale e alle conseguenti perdite occupazionali, mentre mancano evidenze positive in merito alla lotta contro la ludopatia". Questo, secondo l'associazione Astro, significa quindi che "lo strumento della distanza minima, adottato per contrastare la dipendenza da gioco d'azzardo, rischia di mancare completamente l'obiettivo ispiratore".

Ecco perché, come riporta Agipronews, l'associazione ha inviato, assieme a Sapar, un'istanza alla Giunta regionale per "procedere, con urgenza, ad una valutazione dell'efficacia della legge regionale rispetto agli obiettivi che si prefiggeva, anticipando la relazione con cadenza triennale prevista dalla legge e che dovrebbe essere effettuata nel 2020, prima che venga sancita la cancellazione totale della rete terrestre di gioco legale e vengano lasciati ampi spazi di manovra al gioco illegale".

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Da Astro evidenziano infatti che "i dati contenuti nel Libro Blu 2018 dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli mostrano un aumento della raccolta complessiva di gioco, nonostante il settore delle slot machine sia stato quasi dimezzato dal processo di riduzione imposto dalla legge di stabilità 2016, dai divieti imposti dalla legge regionale e dalle stringenti limitazioni orarie imposte dai singoli Comuni". Limitazioni che però "non hanno portato ad un'effettiva diminuzione del gioco", senza contare che "sul fronte del contrasto alla dipendenza non e' possibile rilevare nessuna evidenza positiva". 

In Regione, intanto, il consigliere del Movimento 5 stelle Andrea Bertani segnala "l'escamotage messo in atto del titolare di una sala scommesse di Cesena per eludere l'obbligo regionale dei 500 metri di distanza dai luoghi sensibili", chiedendo alla Giunta di "richiamare le amministrazioni comunali a una maggiore attenzione nella misurazione delle distanze minime previste, soprattutto dei percorsi pedonali". Infatti, spiega, è proprio "attraverso la costruzione di un percorso pedonale riservato ai soli clienti, delimitato magari da una rete metallica che guida i giocatori verso l'entrata, che alcuni esercenti sarebbero riusciti a ottenere le autorizzazioni comunali, aggirando di fatto la legge regionale per la prevenzione delle ludopatie ed evitando la chiusura delle proprie sale bingo".

Bertani chiede quindi all'esecutivo regionale se "non ritenga opportuno eliminare questa ambiguità, che limita l'applicazione delle norme regionali favorendo, di fatto, gli interessi economici di alcuni gestori e agendo così a discapito della tutela della salute dei cittadini". Il consigliere pentastellato chiede poi alla Regione di invitare le amministrazioni ad annullare tutti gli atti amministrativi e i provvedimenti già emessi "a causa di una falsa rappresentazione delle distanze minime, realizzate attraverso spostamenti di accessi alle sale da gioco, percorsi pedonali artificiosi finalizzati ad allungare il percorso con escamotage vari". Infine, l'esponente M5s valuta anche la possibilità di "segnalare la situazione all'Autorità nazionale anticorruzione e alle Procure della regione, vista "l'evidente finalità di indurre le amministrazioni in errore". (Ama/ Dire)

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