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Pandolfi, Ausl: "Poche mascherine in zona universitaria" | VIDEO

Nel weekend altri 500 sierologici in autostazione per under 40 selezionati telefonicamente da tutta l'area metropolitana

 

Bene i bolognesi, meno attenti gli studenti in zona universitaria. Questa la fotografia del direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl Paolo Pandolfi, che proprio sui giovani sta concentrando gli sforzi in termini di prevenzione: nel weekend, ad esempio, altri 500 sierologici saranno eseguiti in autostazione ad under 40 selezionati telefonicamente da tutta l'area metropolitana.

"La nostra preoccupazione fondamentale - ha detto oggi Pandolfi a margine di una conferenza stampa - è che i cittadini rispettino le regole, ma stamattina ho girato un po' per la città e ho visto molte persone con la mascherina. Purtroppo, in zona universitaria, per le feste di laurea o altro, qualcuno non aveva la mascherina. E si guardavano i telefonini facendo capannello".

Ma se stai insieme agli altri, sottolinea Pandolfi, "devi metterti in sicurezza e mettere in sicurezza. Ancora ci sono 'macchie' di questo genere, soprattutto tra i giovani, per questo devono essere educati all'interno della scuola". Quello dei più giovani dunque, ammette il direttore, è un terreno "difficile per noi, perché un giovane vuol dire anche 30, 40, 50 relazioni. Tanto lavoro per circoscrivere il contagio".

Un quadro abbastanza rassicurante viene dalle scuole, soprattutto per ciò che accade all'interno: nonostante gli otto nuovi casi resi noti ieri dall'azienda sanitaria bolognese, finora nessun istituto è stato finora chiuso per Covid. Ma il pericolo, anche per la regolarità delle lezioni, si annida fuori.

"E' una comunità che quando è a scuola è in una condizione di sicurezza. Ma quando è fuori dalla scuola, per vari motivi, è meno protetta", sintetizza il concetto Pandolfi. La scuola "per noi è fondamentale anche per gestire quello che è fuori dalla scuola. Ed evitare che quello che è fuori dalla scuola blocchi l'attività scolastica", dice ancora il direttore Ausl. "Se sono preoccupato? Mi preoccupa il lavoro che stiamo affrontando nella prevenzione sul territorio perché è pesante - risponde poi - ma spero di essere noi sotto stress piuttosto che ii colleghi dell'ospedale".

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