Cronaca

Dopo la petizione per la terapia del sesso, Ulivieri denuncia: "Io disabile lasciato per strada"

E' Max Ulivieri, il 43enne bolognese di adozione, a denunciare un fatto vissuto in prima persona: "Sono rimasto per un giorno intero bloccato a Piombino perchè il bus prenotato non si è fermato"

Maximiliano Ulivieri è un nome che noi di Bologna Today conosciamo già molto bene: Disabili: da Bologna la petizione per l'assistente sessuale promossa da Max Ulivieri
il 43enne toscano trapiantato a Bologna (dove lavora per diversamenteagibile.it e bolognaforall.it) affetto da distrofia muscolare era infatti finito su molti giornali per una petizione legata al sesso come terapia per disabili
. Oggi il suo nome è associato a un nuovo episodio di disservizio ai danni di persone in carrozzina: "Sono rimasto per un giorno intero bloccato a Piombino - ha raccontato Max a Republica Bologna - Avevo chiesto 48 ore prima un mezzo attrezzato. L’autista lo sapeva, ma ha tirato diritto".

IL RACCONTO DI MAX: IL DISAGIO NONOSTANTE IL PREAVVISO. "Io e mia moglieeravamo stati da mia madre per una breve vacanza. Per rientrare a Bologna avevamo deciso di prendere il bus fino a Firenze e poi il treno, come all’andata, aL rovescio. E ci eravamo organizzati di conseguenza, per tempo.. Una settimana prima ho contattato la Sita, la società che copre la linea alternandosi con la Tiemme, e ho chiesto se avevano la disponibilità di un veicolo attrezzato per il trasporto di carrozzine. Il mezzo c’era. Ho prenotato, mi hanno dato la conferma del posto e dell’ora quello stesso giorno e anche all’antivigilia del viaggio".

"Io ero un poco arretrato - prosegue il racconto Maximiliano - in un punto in ombra, per non prendere il sole dritto in testa. Ma mia moglie, appena ha visto spuntare il bus, ha fatto un cenno al conducente, per sicurezza. Lui, anziché rispettare la fermata prevista nella tabella di marcia e la prenotazione, ha tirato dritto e ha alzato e agitato un dito, come per indicare che era strapieno di gente e che bisognava attendere il bus successivo". Ne è passato un altro, dieci minuti più tardi, della Tiemme. "Però non aveva la pedana elettrica per la salita, come tutti quelli dopo. L’autista che mi ha lasciato per strada lo ha saputo. Ha telefonato al collega in coda, ho appreso poi, avendone la conferma".

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