Morta dopo il raggiro, l'eredità finisce alla sua avvocata: ora è nei guai

La professionista avrebbe conquistato la fiducia della signora per farsi nominare unica erede. Interdetta dalla professione e indagata per circonvenzione di incapace. 587mila euro di beni contestati

Era già amministratrice di sostegno del fratello infermo, ma poi è riuscita a ottenere centinaia di migliaia di euro di eredità dalla sorella, anziana e debilitata anche lei, morta poco dopo. Guai per una avvocata di 36 anni del foro di Bologna, colpita da una misura interdittiva all'esercizio della professione dopo l'ordinanza emessa dal Gip Sandro Pecorella. Nei confronti della legale la Procura di Bologna, pm Silvia Baldi ha mosso accuse pesanti: circonvenzione d’incapace, falso in atto pubblico per induzione, falso materiale e sostituzione di persona. Il provvedimento è stato notificato ieri mercoledì 10 luglio dalla Squadra mobile di Bologna.

Le indagini sono partite quando il giudice tutelare del caso dell'anziano, di cui la 36enne era amministratrice di sostegno dal 2017, ha trovato traccia tra le carte di 'gravi profili di irregolarità' nella condotta della legale. Subito è partita la revoca dell'incarico di sostegno (incarico solitamente assegnato per gestire le finanze e il patrimonio di persone non più in grado di farlo, ndr) e la segnalazione a via Garibaldi.

Gli approfondimenti investigativi hanno poi appurato che -questa l'accusa- la stessa avvocata avrebbe conquistato gradualmente la fiducia della sorella dell'anziano infermo per farsi poi accreditare titolare di una fortuna, attraverso diversi espedienti. La signora vittima del raggiro, anziana anche lei, poi è morta, quando la 36enne era già stata nominata unica erede.

Sempre secondo le risultanze degli investigatori, la legale, che avrebbe dovuto tutelare gli interessi degli anziani, sarebbe riuscita a farsi donare 400mila euro dalla signora prima del suo decesso, e avrebbe anche tentato di farsi intestare polizze assicurative per un totale di 350mila euro. Altri 187mila euro sarebbero finiti nelle mani della professionista, dopo il decesso della donna.

Il tutto arebbe avvenuto proprio mentre il fratello era assistito dalla 36enne: la professionista, dopo aver conquistato la fiducia della donna, debilitata a causa dell’età avanzata e dalle sue condizioni di vita, la ha poi anche convinta a farsi assegnare una procura generale davanti a un notaio: una sorta di delega in bianco per tutti i propri beni, con l'unico vincolo di dovere rendere conto delle spese ad eventuali eredi. La legale però, secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe anche ovviato a ciò, facendosi nominare unica beneficiaria nel testamento.

Ora però tutte le carte sono sul tavolo della Procura, che durante le indagini dopo la morte della vittima del raggiro ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo dell'ammontare ritenuto distratto illecitamente: 587mila euro circa.

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