Lutto all'Alma Mater: è morto il semiologo Paolo Fabbri, allievo di Umberto Eco

Dal 1977 Fabbri inizia la sua attività di insegnamento presso l'Università di Bologna, dove insegna semiotica delle arti al Dams

Si è spento all'età di 81 anni il celebre semiologo riminese Paolo Fabbri, docente dell'Alma Mater e allievo di Umberto Eco. Lo riferisce Tommaso Torri su Rimini Today

Direttore dell'istituto italiano di cultura a Parigi, seguì la semiotica di Barthes, Goldmann e Greimas, insegnò nelle cattedre parigine, di San Diego, Toronto, Santiago del Cile e nel campus di Rimini. Grande amico di Umberto Eco, venne inserito da questi tra i personaggi de "Il nome della Rosa" come "Paolo da Rimini" soprannominato abbas agraphicus per il suo vizio di non pubblicare le proprie ricerce in campo semiotico. Nel 2019 la città romagnola lo ha insiginito del Sigismondo d'oro, massima onorificenza cittadina.

“Se ne va un intellettuale che ha saputo innovare studio e insegnamento della parola e del linguaggio, trasmessi in ogni forma espressiva. Per 25 anni professore al DAMS di Bologna, dove insieme a Umberto Eco aprì la strada a un nuovo insegnamento della semiotica, direttore dell’Istituto di cultura italiano a Parigi, insignito del Sigismondo d’Oro dal Comune di Rimini, la sua città, nel dicembre scorso, Paolo Fabbri ha rappresentato uno degli esponenti più importanti del panorama culturale italiano e della nostra terra. Ai suoi cari le più sentite condoglianze, mie personali e di tutta la Giunta regionale dell’Emilia-Romagna, così come esprimiamo vicinanza all’Università di Bologna e alla città di Rimini”. Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, dopo la notizia della morte del semiologo. 

"Un intellettuale importante per la storia dell’Ateneo e per Bologna - ha scritto l'assessore comunale alla cultura Matteo Lepore - semiologo, Presidente del DAMS, docente di Semiotica delle Arti quando nacque una dei primi corsi di laurea in Scienze della Comunicazione, è stato docente in molte università estere, dalla Sorbona alla UC Berkeley, alla UCLA di Los Angeles. Fu inserito dal suo amico e collega Umberto Eco ne Il nome della rosa come Paolo da Rimini, fondatore della biblioteca e con il soprannome di Abbas Agraphicus. Il cordoglio mio e del Comune, alla famiglia e ai colleghi". 

Paolo Fabbri si era laureato nel 1962 all'Università di Firenze per poi proseguire i propri studi a Parigi presso l'École Pratique des Hautes Études (EPHE), in particolare i corsi di Roland Barthes, Lucien Goldmann e Algirdas Julien Greimas. Questo contatto con la semiotica strutturale francese sarà destinato a costituire una prospettiva teorico-metodologica di cui diventa uno dei più attivi ricercatori. Al ritorno in Italia, insegna Semiotica con Umberto Eco all'Università di Firenze, Facoltà di Architettura, 1966-67, poi come professore incaricato di Filosofia del linguaggio presso l'Istituto di Lingue dell'Università di Urbino (dal 1967 al 1976), dove ha fondato, con Carlo Bo e Giuseppe Paioni nel 1970 il Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica; la prima scuola di semiotica nel panorama internazionale, dopo quella di Tartu (Estonia) fondata da Jurij Lotman. Dal 1977 Fabbri inizia la sua attività di insegnamento presso l'Università di Bologna, dove tiene fino al 2002 l'insegnamento di Semiotica delle Arti presso il corso di laurea in Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (DAMS), di cui sarà presidente dal 1998 al 2001.
Tra il 1986 e il 1990 insegna Semiotica, in qualità di professore straordinario, presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Palermo. Dal 2003 al 2009 è stato professore ordinario di Semiotica dell'Arte e Letteratura artistica presso la Facoltà di Design e Arti, Università IUAV di Venezia.

Dal 2017, è professore onorario presso l'Universidad de Santiago (Cile) e presso l'Universidad de Lima (Perù).
Fabbri ha assunto negli anni numerosi incarichi di insegnamento nelle università italiane di Firenze, Milano, Siena, Roma e all'estero presso Paris V, Paris IV Sorbonne e l'École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS) di Parigi, le università di UC Berkeley, Toronto, UC San Diego, UCLA (Speroni Chair), Barcellona, Brisbane, Madrid, Bilbao, São Paulo, Buenos Aires, Bogotà, Lima, Istanbul, Ciudad de Mexico e altre ancora. A questa attività didattica si affianca la partecipazione a congressi nazionali e internazionali, nonché l'assidua collaborazione a seminari di ricerca come quelli di Semantica Generale diretti con Greimas presso l'EHESS di Parigi (dal 1984 al 1991) come directeur d'Etudes associé e del Collège international de Philosophie, come directeur de programme associé, nonché quelli organizzati per il Centro Internazionale di Semiotica e di Linguistica dell'Università di Urbino. Passò poi alla cattedra di Semiotica dell'Arte presso il Master of Arts della LUISS (Libera Università Internazionale di Studi Sociali) di Roma e dirigere, dal 2013, il Centro internazionale di Scienze Semiotiche (CiSS) dell'Università di Urbino[6] di cui cura le pubblicazioni.

Fabbri ha scritto libri e articoli, edito e tradotto libri sui problemi del linguaggio e della comunicazione, in più lingue (francese, inglese, spagnolo, portoghese, tedesco, lituano, polacco, greco, arabo). Ha svolto un'attività nazionale ed internazionale di pubblicazioni (riviste, collezioni) e di ricerca. Pubblicazioni recenti: L'Efficacia semiotica, Mimesis, Milano, 2017; Elogio del conflicto, Sequitur, Madrid, 2017; La competenza semiotica (con Dario Mangano), Carocci, Roma, 2012. Diresse le collezioni editoriali: Insegne (con Gianfranco Marrone), Mimesis Edizioni, Milano; La tradizione del nuovo, Luca Sossella editore, Roma; Teoria della Cultura (con Francesco Marsciani), Progetto Leonardo, Società Editrice Esculapio, Bologna; Biblioteca/Semiotica (con Gianfranco Marrone), Meltemi Editore, Roma. Inoltre, dirige la rivista: La ricerca semiotica, Quaderni del Centro Internazionale di Studi Interculturali di Semiotica e Morfologia (CISISM), Università di Urbino. Fa parte del comitato direttivo della rivista letteraria Il Verri, Milano. Dal 2001 al 2005 ha collaborato al quotidiano l'Unità curando la rubrica settimanale Parole, parole, parole.

Fece parte del comitato scientifico o editoriale di numerose istituzioni nazionali e internazionali tra cui, a Rimini, quella per il Museo Fellini. Ha diretto infatti dal 1992 al 1996 l'Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Dal 1996 al 1997 è stato direttore del Mystfest (Festival Internazionale del Giallo e del Mistero) di Cattolica e, dal 1999 al 2001, consigliere scientifico del Prix Italia (RAI - TV). È stato anche presidente del Festival dei Popoli di Firenze dal 2000 al 2004 e presidente dell'Institut de la Pensée Contemporaine dell'Université de Paris VII "D. Diderot" dal 2004 al 2006. Infine, dal 2011 al 2013 è stato direttore della Fondazione Federico Fellini di Rimini. Fu stato direttore scientifico della rivista internazionale FMR (ART'E, Bologna), dal 2003 al 2004.

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