Sciopero e blocco stradale contro vessazioni, lavoratori assolti con formula piena

Erano accusati in 23 di violenza privata e lesioni. Per loro il pm aveva chiesto diversi mesi. I blocchi seguirono la denuncia delle operai si vessazioni e sorpusi da parte del datore di lavoro

Si chiude con un'assoluzione con formula piena, perché il fatto non sussiste, il processo di primo grado a carico di 23 persone tra lavoratrici ed ex lavoratrici della cooperativa Mr.Job e vari 'solidali' che parteciparono con loro agli scioperi del 12 e 13 giugno 2014 davanti al magazzino della cooperativa, che lavorava in appalto per Yoox, all'Interporto di Bologna.

Gli imputati, rinviati a giudizio nel luglio del 2018, erano accusati di violenza privata, lesioni e, in sei casi, di resistenza a pubblico ufficiale. Il pm bolognese Antonello Gustapane aveva chiesto di condannare a sette mesi gli imputati per violenza privata e lesioni, e a un anno e mezzo le persone accusate anche di resistenza, ma il collegio presieduto dal giudice Roberto Mazza non ha accolto queste richieste.

La protesta delle lavoratrici, sostenute dal sindacato Si-Cobas, era scattata, come aveva spiegato una di loro il 7 marzo 2018 fuori dal Tribunale, per "denunciare le pessime condizioni di lavoro" all'interno della Mr.Job. Le stesse lavoratrici, aveva aggiunto in quell'occasione l'avvocato Marina Prosperi, protestarono, uscendo dal lavoro e bloccando i camion con le merci all'Interporto, anche per denunciare le vessazioni a cui "erano state sottoposte dal 2011 al 2014 da parte di un responsabile dell'azienda (che per quegli episodi è stato condannato in primo grado, nel gennaio 2017, a un anno e sei mesi per violenza privata, ndr)".

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In 56 erano finiti sotto inchiesta, e la Procura aveva chiesto di rinviarne a giudizio 10, mentre il gup Rossella Materia aveva disposto il processo per 23 persone. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che dovrebbero essere depositate nel giro di 90 giorni. (Ama/ Dire)

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