Nuova ordinanza, negozi chiusi nei festivi: "Grosso sacrificio, speriamo sia riconosciuto"

Abbiamo chiesto ad alcuni commercianti della zona T cosa pensano delle ultime restrizioni

Immagine repertorio

Nei festivi stop anche a qualsiasi attività di vendita, fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari. Oltre che per bar e ristoranti. Nei prefestivi chiuse grandi e medie strutture di vendita e complessi commerciali.

Sono le principali novità della nuova ordinanza, in vigore in dal 14 novembre al 3 dicembre, voluta dalla Regione Emilia-Romagna per evitare la zona arancione, ovvero quella che prevede, come in quella rossa, la chiusura dei negozi 7 giorni su 7.

Shopping e passeggiate dunque a metà durante i Tdays e serrande dei negozi abbassate. Non con poco sacrificio. "Se la chiusura è necessaria per la salute pubblica – afferma la titolare di Fini Sport in via Indipendenza –, facciamo questo sacrificio per la collettività ma speriamo che almeno questo grosso sforzo, perché è davvero un grosso sacrificio, ci venga riconosciuto con appositi rimborsi. La domenica – prosegue la commerciante – per noi è un giorno di incassi importante, già è difficile sopravvivere a queste condizioni: ci sono affitti, tasse e dipendenti da pagare. Se non ci aiutano si chiude”.

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Su via Indipendenza però c’è anche chi ha anticipato l’ordinanza della Regione e, da un paio di settimane già è chiuso la domenica, come il negozio Superga. "Vista la situazione e le dimensioni del locale, molto piccolo, per prudenza e per evitare assembramenti la domenica già non apriamo da un paio di settimane – spiega una dipendente – per quel che ci riguarda, sebbene in giro si vedesse tanta gente, per noi stare aperti quel giorno non faceva la differenza: entravano comunque pochi clienti e quindi l’ordinanza ci riguarda relativamente", conclude.

Della stessa idea, anche se avrebbe preferito lavorare un giorno in più e non in meno, è un dipendente di Gutteridge, via Ugo Bassi – negozio anche questo non troppo grande, che non vedeva nella domenica i suoi maggiori incassi ma che comunque non è contento si abbassare le serrande. "Per noi la domenica non è tra i giorni di vendita migliori ma comunque non è un vantaggio, significa stare aperti sei giorni e non sette, tuttavia – conclude – sarebbe stato molto peggio chiudere anche il sabato. Quindi se è necessario, va bene così".

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"Per noi non penso cambi poi così tanto perché in centro già si lavora meno la domenica – afferma una dipendente del negozio O' Dett, anche questo in via Ugo Bassi – ma se è necessario chiudere per la sicurezza di tutti, non possiamo che chiudere. Devo dire che però, lavorando anche nel punto vendita di Casalecchio, nel centro commerciale, è lì che effettivamente c’è molta gente nel weekend, ma i centri sono già chiusi da un po' di tempo".

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