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Stop del governo ai fondi per le periferie: a Bologna 'saltano' 10 progetti

Pilastro e Arcoveggio, queste le zone coinvolte dal piano di riqualificazione. Con l'approvazione in Senato il Milleproroghe è legge e si teme per i lavori già partiti

Il decreto Milleproroghe è stato approvato dal Senato con 151 voti a favore, 93 contrari e due astenuti: di fatto è legge. Nel provvedimento non è stato recepito l'emendamento che salvava i fondi stanziati dal governo Renzi-Gentiloni per i progetti  volti alle periferie presentati dai comuni. Un emendamento a firma Pirovano-Romeo ha differito infatti al 2020 "l’efficacia delle convenzioni" tra governo e Comuni, rimandando così i finanziamenti.

Il punto è che parte di questi fondi era già stato investito. Le riqualificazioni progettate erano già fortemente attese dai cittadini, anche a Bologna: nella nostra città sono 10 i progetti scelti, concentrati nelle aree Pilastro e Arcoveggio. I rappresentanti di Comune, Regione e Anci non ci stanno e temono più che altro che dal congelamento si passi alla cancellazione, visto che alcuni parlamentari hanno fatto riferimento anche a questa possibilità. 

De Pascale, Anci E-R: «Se la proroga è sbagliata, la cancellazione è surreale»

«Ci troviamo davanti a un paradosso - ci dice Michele De Pascale, presidente Anci Emilia Romagna - L'intervento legislativo "proroga" le convenzioni di due anni: alcuni parlamentari hanno però parlato di cancellazione e dunque la preoccupazione cresce. Se prorogare è sbagliato, cancellare è surreale! Il nostro presidente nazionale aveva incontrato Conte in occasione della Fiera del Levante e nonostante l'impegno a revocare il blocco dei fondi del bando, eccolo nel decreto Milleproroghe. Dopo questo voltafaccia è inevitabile la rottura istituzionale e il contenzioso giurisdizionale. Capisco che i fondi siano stati decisi dal governo precedente, ma gli impegni vanno mantenuti».

«L'efficienza dei Comuni della nostra Regione a presentare i progetti che vanno dalla rigenerazione urbana alla sicurezza rappresenta un danno ulteriore: infatti l'Emilia-Romgna si era mossa già da subito e molti progetti erano già partiti. Alcuni con risorse interne (quindi i Comuni stessi che hanno organizzato e fatto confluire il lavoro in determinate direzioni) altri con risorse esterne che vanno poi pagate. Molti privati inoltre hanno anticipato del denaro. Insomma, personalmente io sono ancora speranzoso e conto sul fatto che alla fine prevalga il buon senso. In caso contrario percorreremo tutte le strade possibili, dall'interruzione delle relazioni con il Governo al contenzioso». 

Merola: «Addio ai progetti per migliorare la città?»

Il sindaco di Bologna Virginio Merola, come anche il governatore della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini («Si è determinato un nuovo strappo»), ha criticato fortemente questo dietrofront del Governo «non c'è traccia dei 18 milioni di euro del Piano Periferie, congelati dal decreto Milleproroghe appena varato, che il presidente Conte si era invece impegnato a recuperare nell'incontro con tanti sindaci e al quale anche io ho partecipato».

«Tutto questo non va bene - l'attacco di Merola - sono stati presi degli impegni con i rappresentanti del territorio e con i cittadini. Ogni Governo deve legittimamente attuare la sua politica, ma non può occuparsi solo di cancellare quello che ha fatto il governo che l'ha preceduto». 

I 10 progetti per Bologna:  

Il progetto della città di Bologna riguarda due ambiti territoriali riconosciuti come «periferia»: il Pilastro e la zona dell’Arcoveggio, e prevede una serie di lotti funzionali autonomamente fruibili. Oltre a quelli elencati si aggiunge poi un lotto di servizi del valore di 400.000 euro.

1. Ex parcheggio Giuriolo

Riqualificazione dell’ex-parcheggio Giuriolo: diventerà la nuova sede dei laboratori di restauro, delle aree didattiche, degli spazi espositivi e dell’archivio conservativo della Cineteca di Bologna. Il valore del progetto è di 8,1 milioni di euro. L’intervento prevede il recupero di un edificio dismesso, un tempo adibito a parcheggio multipiano costruito nel 1990, per convertirlo in polo di conservazione e restauro delle pellicole cinematografiche della Cineteca di Bologna.

2. Nuova Caserma dei Carabibieri "Pilastro"

Nuova caserma dei Carabinieri “Pilastro”: l’intervento, del valore di 2,4 milioni di euro, prevede la costruzione su area di proprietà comunale di una Caserma dei Carabinieri di tipo medio, in relazione agli obiettivi di sicurezza e di servizio alla popolazione, ma anche in coerenza con gli obiettivi di riordino logistico delle sedi dell’Arma.

3. Zona Casini, Pirandello, Trauzzi, Natali e Deledda

“Spina centrale” e Piazza Lipparini: la zona tra le vie Casini, Pirandello, Trauzzi, Natali e Deledda costituisce il cuore degli interventi urbanistici che hanno dato forma al quartiere negli ultimi cinquant'anni e non è mai stata compiutamente definita; contiene diversi edifici di proprietà pubblica solo parzialmente utilizzati. L’obiettivo è dotarla di un sistema pedonale continuo, spazi di sosta attrezzati e la realizzazione di una nuova piazza nella parte orientale della “spina”. Il costo è di 330 mila euro.

4. Casa Gialla

Casa gialla: è l’edificio di via Casini 3. Le attività contenute in questa struttura, che diventerà Casa di Comunità, saranno in sinergia alle attività culturali della vicina biblioteca a formare un unico polo culturale di quartiere, con la previsione di ambienti destinati a laboratori di idee, sala conferenze, sala polifunzionale, per studio, riunioni, incontri e spazio per uffici. Costo 660 mila euro.

5. Biblioteca Luigi Spina

Biblioteca Luigi Spina: è prevista una riqualificazione della biblioteca, punto di riferimento delle attività ricreative e culturali dell’area, per renderla più confortevole e attrattiva. Costo 270 mila euro.

6. Orti urbani di via Salgari

Orti urbani di via Salgari: si tratta del più esteso complesso di orti sociali pubblici, 50 mila metri quadri, creato dal Comune di Bologna nei primi anni Ottanta. L’intervento vuole riordinare e riqualificare l’area, compresa la parte di giardino pubblico in cui la stessa è collocata, attraverso dei raggruppamenti in colonie dotate di casette per il ricovero degli attrezzi. Verranno realizzati servizi igienici, tettoie e una nuova casa per gli ortisti, per favorire occasioni di incontro e convivialità. Verranno sistemate le recinzioni, creati corselli per il passaggio pedonale. L’intervento verrà realizzato attraverso il confronto con gli assegnatari degli orti che ogni giorno vivono l’area. Costo: 1 milione e 700 mila euro.

7. Casa e podere di via Fantoni

Casa e podere di via Fantoni: è un edificio rurale con un podere di sei ettari. Verrà recuperato l'edificio esistente e l'avvio di un percorso di agricoltura comunitaria realizzando una fattoria didattica integrata con attività di accoglienza turistico-ricettiva. Costo 1 milione e 360 mila euro.

8. Fermata SFM Roveri

Fermata SFM Roveri: realizzazione di attrezzature per facilitare la sosta delle biciclette, di rastrelliere e della tettoia alla fermata Roveri del Servizio Ferroviario Metropolitano e integrazione degli ingressi sud e nord della fermata con un sistema di percorsi ciclabili e pedonali. Costo 250 mila euro.

9. Corridoio Ciclo-eco-ortivo di via delle Biscie

Corridoio Ciclo-eco-ortivo di via delle Biscie: si tratta di un intervento auspicato dal percorso “Collaborare è Bologna”. Verrà creato un sistema di infrastrutture verdi, orti/giardini/campi coltivati, interconnesse ecologicamente, per la conservazione della biodiversità unita allo sviluppo produttivo delle stesse da realizzarsi con attività di recupero sociali di soggetti svantaggiati. Con questo intervento verranno forniti acqua ed elettricità nelle aree di proprietà comunale, messe a disposizione per il progetto. Costo: 800 mila euro.

10. Connessioni ciclabili

Connessioni ciclabili: realizzazione e completamento di un insieme di piste ciclabili per agevolare le connessioni urbane. Costo: 1 milione e 730 mila euro.

Il Piano Periferie: 500 milioni di euro

Il Piano Periferie prevedeva uno stanziamento di 500 milioni di euro per i 24 progetti migliori ed altri 1600 milioni da elargire in una seconda tranche destinati ad altri 96 progetti di riqualificazione. Si tratta di 800 milioni di euro stanziati con la legge 11 dicembre 2016 e di altri 800 che andranno a valere sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, il cui finanziamento era stato approvato con delibera CIPE nel giugno 2017. 

Una magra consolazione

Una parte dei soldi destinata inizialmente al Piano Periferie tornerà ai comuni sotto forma di investimenti per gli enti locali virtuosi (nel 2018 lo stanziamento previsto è di 140 milioni, andrà meglio negli anni a venire), ma la scelta di congelare i fondi fino al 2020 rischia comunque di mettere in difficoltà quei comuni che avevano già progettato, e dunque in parte finanziato, gli interventi di riqualificazione.

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