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Scuola, protesta davanti all'Usr: "Basta classi pollaio" | VIDEO

La mobilitazione del comitato Priorità alla Scuola per chiedere migliori investimenti, assunzioni e un piano per il prossimo anno scolastico

 

Presidio del comitato Priorità Alla Scuola, insieme ai Cbas Scuola, davanti all' Ufficio scolastico regionale (a Roma davanti al Miur) per chiedere un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund. Hanno aderito alla mobilitazione anche i sindacati Flc-Cgil e Uil e, in totale, si sono tenuti manifestazioni e presidi in oltre 20 città italiane.

Le richieste del comitato Priorità alla scuola

"Dopo le mobilitazioni e la piccola grande vittoria della scorsa settimana – scrivono gli organizzatori – anche a scuole aperte prosegue la nostra lotta per una scuola pubblica migliore: pubblica, inclusiva e finanziata in modo adeguato al suo ruolo centrale nella costruzione del futuro".

"Il 25 Gennaio si chiuderanno le iscrizioni alle scuole per il 2021/22. Si apre un momento decisivo per un anno di scuola che vogliamo diverso da quello che è appena trascorso: a partire dalla chiusura delle iscrizioni, infatti, vengono stabiliti i parametri per organizzare l’organico, che condizionano in modo decisivo la composizione delle classi nel prossimo anno scolastico. Come gli ultimi mesi hanno dimostrato in modo inequivocabile, le cosiddette 'classi pollaio' sono un problema enorme della scuola pubblica italiana".

"Non solo in un contesto di pandemia – il cui superamento non può purtroppo essere dato per scontato, nel prossimo Settembre – ma anche perché numeri così alti di studenti e studentesse nelle singole aule rendono difficoltoso l’insegnamento e l’apprendimento, dal momento che indeboliscono significativamente la possibilità di instaurare relazioni positive".

"Ciononostante – proseguono – il corpo docente non è stato aumentato e, anzi, il personale aggiuntivo di quest’anno (quello che è stato chiamato “personale covid”) probabilmente l’anno prossimo non ci sarà. Sinora nemmeno un euro è stato stanziato – né nel Recovery Plan (nel resto d'Europa “Next Generation EU”), né in Finanziaria – per la riduzione del numero di alunne/i per classi. Il rischio è quello di ritrovarci nuovamente con classi di 30 persone, che dovranno recuperare gli spaventosi vuoti accumulati dallo scorso febbraio".

"Sarà un’occasione per ribadire la nostra richiesta di potenziare - nell’immediato - le misure necessarie per proseguire in presenza l’anno scolastico in corso (ulteriore potenziamento dei trasporti e del personale preposto a evitare gli assembramenti, screening periodico della popolazione scolastica e inserimento dei docenti fragili e over 55 tra le categorie con accesso prioritario al vaccino): ma sarà anche la prima occasione per affermare con urgenza un rilancio complessivo e di lungo periodo della scuola pubblica e per trasformare in conquiste le nostre proposte di investimento del Next Generation EU".

Inoltre, si chiede: il potenziamento del trasporto locale dedicato agli studenti; screening costanti in tutte le scuole superiori sul modello della Regione Toscana; un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all’interno delle scuole; l’inserimento del personale scolastico ad alto rischio come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale; l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari; l’investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per l’edilizia scolastica; il ripristino delle infermerie in tutte le scuole.

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