Cronaca

Processo strage di Bologna, si chiude fase istruttoria

Negata alla difesa Bellini una nuova perizia sul video agli atti

Si avvia alla fine della fase istruttoria il processo a Paolo Bellini e altri due imputati per il concorso esterno nella strage di Bologna. La Corte d'Assise del capoluogo emiliano ha infatti respinto la richiesta, avanzata dai difensori di Bellini, di disporre una nuova perizia sul fotogramma del video, girato in stazione a Bologna il 2 agosto 1980 da un turista straniero, in cui appare un uomo che, secondo la Procura generale bolognese, potrebbe essere l'ex esponente di Avanguardia nazionale.

La richiesta delle difese era scaturita dal fatto che il perito della Procura generale e i consulenti della difesa sono giunti a conclusioni opposte. Si è quindi conclusa di fatto (la chiusura 'ufficiale' sarà infatti dichiarata mercoledì prossimo, dopo il deposito di alcuni accertamenti tecnici, mentre la discussione inizierà dopo il 15 febbraio) l'istruttoria del procedimento, che oltre a Bellini, vede imputati Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia.

Motivando il proprio diniego, il presidente della Corte, Francesco Caruso, ha spiegato che una nuova perizia non potrebbe comunque giungere a conclusioni definitive sull'identità dell'uomo che compare nel video, osservando infatti che "le parti concordano sull'impossibilità di pervenire a conclusioni in termini di certezza scientifica". Un'ulteriore perizia finirebbe quindi per "occupare lo spazio di giudizio che deve essere riservato alla Corte". Saranno dunque i giudici a stabilire quale delle due perizie svolte nell'ambito del processo sia da ritenere più attendibile.

La Corte ha poi respinto un'altra richiesta dei difensori dell'imputato, che avevano sollecitato un'ispezione su Bellini per accertare la presenza o meno della fossetta giugulare che, secondo i pg, presentano sia l'uomo che appare nel video, sia Bellini in alcune foto che gli stessi pg hanno prodotto.

Secondo i difensori, invece, Bellini non presenta questa caratteristica fisica, ma la Corte ha accolto le argomentazioni del sostituto pg Nicola Proto, osservando che "nelle linee guida internazionali la fossetta giugulare non è espressamente considerata elemento distintivo", e precisando che "ciò si spiega col fatto che si tratta di un elemento che può dipendere dalle caratteristiche delle singole fotografie".

Senza contare, ha poi aggiunto Caruso, che un'ispezione fatta ad oltre 40 anni dai fatti sarebbe "scarsamente attendibile in ragione del tempo trascorso e delle inevitabili modificazioni fisiche che esso provoca sulle persone".E' stata invece accolta un'altra richiesta dei legali dell'imputato, che avevano chiesto di proiettare in aula la prima digitalizzata dell'intero filmato amatoriale del turista Harold Poltzer, che contiene anche le immagini girate in stazione prima e dopo l'attentato. La Corte ha infine disposto "l'acquisizione della riproduzione originale del filmato Poltzer", che si trova all'Archivio di Stato di Roma. (Ama/ Dire)

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