Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Casalecchio di Reno / Via Porrettana

Rapine a raffica, cugini in manette: "Siamo disoccupati, agiamo per necessità'

5 rapine a mano armata in appena 15 giorni: due beneventani in 'trasferta' a Bologna stavano trasformandosi nell'incubo dei commercianti

Rapinatori seriali al palo, dopo aver 'furoreggiato' nel capoluogo felsineo mettendo a segno nell'arco di soli 15 giorni almeno 5 'colpi' a mano armata, una via l'altro, ai danni di altrettanti esercizi commerciali. Le rapine perpetrate dai malviventi - due giovani cugini di Benevento in 'trasferta' a Bologna - avevano fruttato un bottino di circa 4.000 euro.
I due uomini stavano per trasformarsi nell'incubo di fast-food e supermercati, ma le loro scorribande hanno trovato fine nella notte del 22 febbraio, qUando gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Bologna, al termine di una rapida ma articolata attività d’ indagine, hanno identificato, rintracciato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria i responsabili. Per i due il pm Claudio Santangelo ha disposto il fermo, poi convalidato dal Gip.

A muovere l'azione criminale dei due sarebeb stata la mancanza di lavoro: ai poliziotti infatti i rei hanno spiegato di aver rapinato per disperazione e per sopravvivere, visto che erano da tempo disoccupati.

I COLPI. Le rapine, tre riuscite e due solo tentate, hanno preso di mira due McDonald's e tre supermercati. Sempre lo stesso il modus operandi: cappuccio e sciarpe a coprire il volto, e una pistola giocattolo per minacciare commessi e cassiere. Il 7 febbraio al Mc Donald's di Casalecchio di Reno su via Porrettana hanno asportato 600 euro. Il 9 ci hanno riprovato con il fast food della stessa catena in via Togliatti a Bologna, ma senza successo. Il 13 sono fuggiti dalla Conad di via Felsina con tremila euro, mentre il 20, in via Montefiorino, la rapina che li ha traditi. Il più giovane dei due, infatti, viste le titubanze della cassiera, ha preso in mano un cassetto del registratore di cassa per arraffare i contanti, lasciando però una chiara impronta digitale, analizzata dalla Scientifica. Un piccolo precedente per droga ha consentito di risalire a lui dagli archivi, mentre il complice invece era incensurato. Martedì scorso i due ci hanno riprovato alla Sigma di via S.Pio V, ma hanno desistito. Intanto, proprio quella sera gli agenti, in seguito alle indagini, sono arrivati all'appartamento bolognese che faceva da base, in via Misa, periferia, a casa di un conoscente estraneo ai fatti. Lì sono stati sequestrati capi di abbigliamento utilizzati durante le rapine e in alcuni casi ripresi dalle telecamere a circuito chiuso.






 

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