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Sale slot multate ripetutamente: a gennaio 25 sanzioni da 400 euro

Nel 2015 sono state 94 le sanzioni della Polizia municipale di Bologna nei confronti di sale giochi, sale scommesse e sale dedicate a videolottery che non hanno chiuso dopo l'orario consentito

Nel 2015 sono state 94 le sanzioni della Polizia municipale di Bologna nei confronti di sale giochi, sale scommesse e sale dedicate a videolottery che non hanno chiuso dopo l'orario consentito, cifra confermata nel 2016. Quest'anno, però, solo a gennaio sono già state fatte "25 multe da 400 euro, che potrebbero salire a 500 se la sanzione non verrà pagata per tempo", e sempre "alle stesse tre o quattro sale".

A dirlo, durante una seduta di commissione in Comune, è stata la dirigente della Polizia municipale Antonella Sava. Nel suo intervento, Sava raccoglie l'allarme lanciato dal consigliere di Insieme Bologna Manes Bernardini, che partendo proprio dai dati sulle multe chiedeva "di inasprire le sanzioni nei confronti di chi sgarra, perche' e' evidente, dati alla mano, che per qualcuno pagare la multa e' piu' conveniente che rispettare le regole".

Una "tangente legalizzata", secondo Bernardini, che chiede quindi nuove regole in materia, proponendo, ad esempio, "di prevedere, alla seconda infrazione, la sospensione della licenza per 10 o 15 giorni". Il problema, spiega pero' il responsabile dell'Unita' intermedia Attivita' produttive e commerciali del Comune Fabrizio Fugattini, e' che "le licenze per le sale scommesse e videolottery sono rilasciate dalla Questura, percio' l'introduzione di una sanzione come la sospensione della licenza dovrebbe essere decisa da un Tavolo tra Comune, Questura e Prefettura". In ogni caso, Sava si dice d'accordo con la proposta di Bernardini di inasprire le sanzioni, "anche perche'- spiega- e' frustrante multare sempre gli stessi locali", e fa sapere che "si potrebbe tentare di introdurre qualche misura in materia modificando la delibera con cui il Comune recepira' le nuove regole introdotte dal Testo unico regionale sulla legalità".

Il problema degli orari, però, non e' limitato al territorio del Comune di Bologna, ma riguarda tutta l'area metropolitana. Sul punto, infatti, la consigliera del Partito democratico Giulia Di Girolamo ricorda che il sindaco Virginio Merola (primo cittadino bolognese, ma anche sindaco metropolitano) "ha proposto un odg in Città metropolitana per stabilire orari di apertura e chiusura comuni a tutte le sale della provincia", raccogliendo l'sos lanciato dal sindaco di Molinella Dario Mantovani, che osservava che tante persone, "quando chiudono le sale in paese, vengono a giocare a Bologna".

Il modello, aggiunge, "potrebbe essere quello di Casalecchio, dove gli esercizi restano aperti dalle 10 alle 13, e dalle 17 alle 22". La proposta illustrata da Di Girolamo ottiene il plauso della consigliera del Movimento 5 stelle Elena Foresti, che oltre a sottolineare la necessita' di tenere alta la guardia "sul rispetto della distanza minima di 500 metri delle sale slot dai luoghi sensibili come le scuole", e a ribadire che "va concretizzata la proposta, contenuta in un nostro odg approvato all'unanimita' dal Consiglio comunale a fine gennaio, di prevedere una distanza minima di 200 metri dagli stessi luoghi sensibili per le pubblicita' delle sale slot", chiede anche di "fare qualcosa per vietare, nelle sale giochi per bambini, le macchinette che emettono i ticket, che a loro volta danno diritto a un premio".

Questo perchè, spiega, "giochi simili si basano sulla stessa logica delle slot: il bambino non pensa più al gioco, ma solo a quanti ticket in piu' puo' accumulare". A Bologna, conclude l'esponente M5s, "queste macchinette non si trovano, ma serve una misura a livello metropolitano, perche' basta spostarsi a Casalecchio o a San Lazzaro per trovarle".

(Dire) 

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