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San Lazzaro, cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati. Macciantelli: 'Consapevolezza e dignità'

Così il comune bolognese 'adotta' i minori di 18 anni, nati in Italia da genitori stranieri, e residenti a San Lazzaro. Il sindaco: 'Facciamo nostre le parole di Napolitano'. Ed arriva la lettera plauso del ministro Kyenge

Momento della cerimonia

Cittadinanza onoraria ai minori di 18 anni, figli di immigrati, nati in Italia e residenti a San Lazzaro di Savena. Così il comune bolognese, questa mattina, attraverso una cerimonia pubblica ha "adottato" i suoi nuovi concittadini, orgogliosamente. «Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - ha spiegato con fierezza il sindaco Marco Macciantelli introducendo la cerimonia - nel suo messaggio sul 2 giugno, ha parlato di una “immagine di dignità e consapevolezza”. Sono d’accordo. Noi ci proviamo con questo conferimento della cittadinanza onoraria ai minori di 18 figli di immigrati nati in Italia e residenti a San Lazzaro di Savena. Non entriamo dentro la questione ius soli, ius sanguinis".

Quello di stamattina - infatti, continua il primo cittadino -  è un gesto simbolico per una comunità "fondata sul rispetto delle regole, da parte di tutti, su una volontà di integrazione tra esperienze diverse. Chi ha funzioni legislative generali, Parlamento e Governo, valuterà, in ordine al tema "ius soli", se e come procedere, sulla base della sensibilità espresse dal nuovo ministro Cecilie Kyenge. Noi ci limitiamo ad interpretare un momento di incontro e di rafforzamento delle reti di relazione per comprendere meglio il futuro che è nel grembo delle nostre comunità".
Macciantelli- conclude asserendo - "C'è un punto di civiltà che consiste nell'accogliere le persone soprattutto se sono minori e se sono nate qui. La cittadinanza onoraria non può essere appannaggio solo di celebrità. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre radici, della nostra lingua, della nostra storia,  orgogliosi di essere parte della nazione italiana e del nuovo progetto europeo. Ma se la nostra cultura è forte, deve essere in grado di coinvolgere persone che vengono da altre esperienze, da altre latitudini e che qui intendono condividere con noi lo stesso destino di comunità".

Quindi nel giorno della festa della Repubblica, la cerimonia si è poi conclusa sulle note dell’inno nazionale, cantato tutti insieme.

PLAUSO DEL MINISTRO. Il Sindaco ha poi letto la lettera che la ministra per l’integrazione Cécile Kyenge ha inviato per l’occasione. Rivolgendosi ai ragazzi la Ministra scrive: «Per la mia storia personale posso comprendere i vostri turbamenti: la fatica di far valere un’identità complessa, la difficoltà di stare in bilico tra più mondi, di fronteggiare una burocrazia non sempre amichevole. Intuisco la rabbia che a volte vi prende per non essere considerati italiani, pur sentendovi tali, quando il vostro nome viene storpiato, quando la gente si sbalordisce che pur avendo un volto “straniero” parlate bene l’italiano. Ma mi auguro che reagiate fieri delle vostre origini e con responsabilità verso la terra dove vivete. Le istituzioni oggi vi sorridono. Voi siete mediatori naturali fra le vostre famiglie e la società italiana, siete ambasciatori tra il paese dei vostri avi e l’Italia, conoscete più lingue e frequentate più  universi culturali, siete nati per il dialogo e di tale vostro talento questo Paese ha bisogno. La democrazia, infatti, non è ostacolata dalle differenze, ma le differenze sono la ragione e la linfa della democrazia. Certo, occorre uno sfondo comune di valori e di principi inderogabili, che sono, poi, quelli custoditi nella nostra Costituzione. Vi invito, allora, a leggere e a innamorarvi della Costituzione italiana, ad apprendere la storia di questa magnifica Terra, affinché essa possa diventare più vostra, vi sprono ad impegnarvi nello studio e nel vostro futuro lavoro per aiutare l’Italia a essere ancora più bella».

NUMERI. A San Lazzaro, al momento, risiedono 475 minori, figli di immigrati. Di questi 330 sono nati in Italia. L’iniziativa nasce dall’approvazione, nell’ottobre scorso, in Consiglio Comunale della mozione per il riconoscimento della cittadinanza onoraria.

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