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Sgombero appartamento Acer di via Beroaldo, procura dispone il sequestro dell'alloggio

Il caso era stato al centro di un video di denuncia del Fdi Galeazzo Bignami, poi l'intervento di sgombero di Acer. Una rete di solidarietà però osserva: "In quella casa sette minori, portavamo loro la spesa, che senso ha avuto sgomberarli?"

"Ci chiediamo che senso abbia questo sgombero, tanto più in questo periodo così difficile". E' l'ultimo commento, da parte di una rete di solidarietà attiva nell'emergenza coronavirus, in ordine cronologico, nella vicenda dello sgombero di un alloggio Acer di via Beroaldo, operazione portata avanti dall'azienda dell'edilizia popolare nei giorni scorsi, e sul quale oggi arriva un sequestro preventivo da parte della Procura di Bologna.

Gli uffici di via Garibaldi, infatti, con un provvedimento a firma della sostituto Manuela Cavallo hanno messo i sigilli all'alloggio, dopo la querela presentata da Acer, paventando il rischio di reiterazione del reato.

Ad accendere i riflettori sull'appartamento, abitato da una famiglia con diversi minori, era stato nei giorni scorsi il deputato di Fratelli D'Italia Galeazzo Bignami, con un video sui social dove denunciava la non titolarità della famiglia a occupare l'alloggio. Azione rivendicata anche in un successivo video, nelle fasi successive all'allontanamento della famiglia dall'appartamento: "È una vittoria dei cittadini che credono ancora nella legalità", ha scritto Bignami.

Anche Acer si era espressa in merito, attribuendo le operazioni di sgombero anche alla tutela dei minori componenti della famiglia. “Abbiamo potuto raggiungere questo risultato grazie alla collaborazione delle Forze dell’Ordine e anche dei Servizi Sociali -ha sottolineato Acer in una nota-  intervenuti a tutela dei minori presenti nel nucleo famigliare. Il nostro modus operandi è ormai collaudato: unire il rispetto della legalità con l’attenzione alle esigenze dei minori”.

Non tutti però sono contenti di quanto accaduto. Come la Colonna solidale, una rete di cittadini residenti che da qualche settimana dopo l'esplosione dell'emergenza coronavirus si era impegnata, al pari di altre realtà, a fornire generi di prima necessità e conforto alle famiglie più numerose e in difficoltà economica, con consegne a domicilio e con il meccanismo della 'spesa sospesa'.

"Noi queste persone le abbiamo conosciute durante le attività di volantinaggio della Colonna solidale autogestita, abbiamo cercato di sostenerle con la "spesa sospesa" e siamo state in contatto con loro per quasi tre settimane" commenta l'organizzazione. "Oggi ci chiediamo che senso abbia questo sgombero, tanto più in questo periodo così difficile, con tanto di presenza sul posto del presidente di Acer, Alessandro Alberani".

La polemica è politica: "L'edilizia popolare -aggiungono gli attivisti di Colonna solidale- esiste per fornire una casa a chi non può permettersi i prezzi assurdi del mercato privato, mentre qui ci troviamo addirittura di fronte ad Acer che insieme alle forze di polizia sgombera una famiglia in forti condizioni di disagio sociale ed economico. In nome della legalità, si sgomberano gli ultimi". E ancora: "Ci chiediamo allora cosa succederà quando dal primo settembre ripartiranno gli sfratti, quando ancora in questa fase di incertezza già si portano avanti sgomberi di intere famiglie".

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