Martedì, 26 Ottobre 2021

Tentato omicidio e rissa al Pilastro, altri due arresti. La Squadra mobile: "Si chiude il cerchio"|VIDEO e FOTO

Lo spaccio, la spartizione del territorio e una partita di diversi chili di droga sparita da un magazzino potrebbero essere alla base del tentato omicidio avvenuto la sera dell’11 maggio e della maxi-rissa del 24 agosto nel rione  

Il traffico di stupefacenti, la spartizione del territorio, il contrasto tra cittadini marocchini e tunisini e una partita di diversi chili di hashish e cocaina sparita da un magazzino potrebbero essere alla base del tentato omicidio del cittadino marocchino, K.A., avvenuto la sera dell’11 maggio, e della maxi-rissa del 24 agosto nel rione Pilastro. 

"Si chiude il cerchio" ha detto ai cronisti il dirigente della Squadra mobile bolognese Roberto Giuseppe Pittitto che in mattinata ha illustrato l'esecuzione di altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal G.I.P. Sandro Pecorella, a carico di S.O., 21enne nato in Tunisia, rintracciato nel CPR - Centro Permanente Rimpatri - di Gradisca D’Isonzo (GO), già ai domiciliari per aver partecipato alla rissa, e B.J.S., nato in Tunisia nel 1991, rintracciato a Roma. Entrambi dovranno rispondere dei reati di spaccio, porto abusivo di armi e favoreggiamento, mentre per B.J.S. si aggiunge il concorso nel tentato omicidio. 

La Squadra mobile aveva arrestato un 24enne tunisino, il 15 maggio, e dopo una settimana il fratello 28enne. 

Le indagini della Squadra mobile

Gli ultimi arresti della Squadra Mobile fanno seguito alla sparatoria e al fermo, il 15 maggio scorso, di A.D., rintracciato a Cadriano e all’esecuzione del mandato di arresto europeo a carico di suo fratello, A.A., rintracciato nella città di Krefeld in Germania, il 22 maggio. 

Pilastro, sparatoria e rissa: armi e coltelli

Dalle intercettazioni telefoniche infatti "sono emersi propositi di vendetta, confessioni e l'intenzione di spostare la droga e l'arma" ha detto Pititto e "le celle telefoniche collocavano i due arrestati al Pilastro in occasione di una prima aggressione ai danni di K.A. con coltello e bastone". 

La prosecuzione delle indagini della Squadra mobile, coordinate dalla Procura e del pm Roberto Ceroni, ha dimostrato come anche B.J.S. abbia preso parte all’azione che aveva portato al ferimento con arma da fuoco del cittadino marocchino e come in seguito, insieme a S.O., si sia reso responsabile del trasferimento e dell’occultamento della pistola utilizzata per colpirlo, che non è stata ancora trovata. All’epoca dei fatti, è stato accertato che i due fratelli gestivano, all’interno del rione, lo spaccio di cocaina, avvalendosi della collaborazione attiva degli arrestati. 

All'indomani del tentato omicidio, la Squadra mobile e la Polizia scientifica avevano effettuato un nuovo sopralluogo e rinvenuto una pistola caricata a salve, mentre nell'immediatezza erano stati rinvenuti coltelli e machete. 

Importante la collaborazione dei cittadini

"Abbiamo individuato non solo l'esecutore materiale, ma anche i soggetti collegati - ha detto Pititto - è emerso nel corso delle indagini è emersa la sparizione di un quantitativo di droga, questo potrebbe essere la causa del conflitto a fuoco. E' fondamentale per la Polizia di Stato la collaborazione dei cittadini, anche in un quartiere problematico come quello del Pilastro, l'invito è di continuare". La Polizia non esclude che la rissa di agosto possa essere collegata proprio a queste testimonianze collaborazione: "E' un quartiere che è sottoposto costantemente all'attenzione investigativa", conclude Pititto. 

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