Cronaca

'Yanukovich deve lasciare, il popolo non si ferma!': intervista a Eva Y., infermiera ucraina a Bologna

'Mi piange il cuore quando penso al mio paese, la comunità internazionale si è svegliata tardi come in Siria e in Ruanda': è il grido disperato di chi assiste da lontano a quella che da protesta si è trasformata in guerra

"Il popolo vuole, l'Ucraina libera, che si entri o meno in Europa", a parlare con Bologna Today è Eva. Y,, infermiera in una clinica bolognese, 58 anni, da 14 a Bologna, dove vive con la sua famiglia.

Da quanto tempo non torna nel suo paese? "Sono stata a Kiev in novembre ed erano già cominciati gli scontri, vado spesso in Ucraina, a Leopoli, dove vivono mia madre e mio padre".

Sa che anche i "palazzi del potere" di Leopoli sono stati assalti? "Si, la sede centrale della polizia e anche del procuratore..."

Pare che siano sparite molte armi dagli arsenali... "Di armi ce ne sono in abbondanza, lì si costruiscono e si esportano. Mi piange il cuore quando penso al mio paese, l'Ucraina è un paese teoricamente ricco, ma si vive da poverissimi, i prezzi crescono costantemente. A novembre sono tornata in un supermercato statale e io stessa, con uno stipendio europeo, non ho comperato nulla. Consideri che mia madre, che ha lavorato 40 anni come ragioniera in una fabbrica alimentare, prende 110 euro al mese di pensione, mio padre capo-reparto nella stessa azienda, ne prende 180, lo stipendio di un'amica che fa li mio stesso lavoro a Kiev è di 100 euro mensili, impensabile, mentre un chilo di arance costa quasi 3 euro... Le arance vengono dalla Polonia, a 2 ore dalla mia città...Così inviamo noi dall'Italia alimentari non deperibili, la pasta Barilla costa anche 4-5 euro..."

Vivete male quindi il confronto con la Polonia, entrata nell'UE e dove tutto sommato si vive discretamente... "La Polonia è sempre uno specchio, un confronto, viene dal blocco sovietico, come noi. La popolazione sta ricevendo grande solidarietà dal governo di Varsavia che ha aperto le frontiere permettendo agli ucraini di attraversarle senza troppi problemi".

Colpa di Putin? O Del gasdotto? "Yanukovich deve lasciare, il popolo non si ferma. Colpa di una speranza tradita, di elezioni tradite, la Russia di Putin media ancora al nostro posto, e, da quello che si sente, manda la sua polizia con la divisa ucraina a sparare sulla gente. Lo ha fatto in Georgia, lo ha fatto in Cecenia... Un paese che non ha autorità, che sembra vivere ancora da stato-satellite. Il gas siberiano che passa attraverso l'Ucraina e che rifornisce mezz'Europa non è visto come un servizio, ma come un elemento di scontro e ricatto, non è passato molto tempo dalla minaccia di chiudere i rubinetti, allora c'era un altro presidente, Yushenko, ma il capobanda era sempre Putin" (nel 2006 e nel 2009 - ndr).

Però lei sa che si parla anche di infiltrati, lo ha confermato anche il Ministro degli Esteri Bonino? "E' la guerra, non esiste una guerra giusta forse, ma tutti i popoli hanno dovuto lottare per difendere un'idea, per conquistare l'indipendenza o per abolire ad esempio la schiavitù o la dittatura. E nelle guerre si inseriscono anche gli spregiudicati, gli affaristi, i mercenari... La comunità internazionale si è svegliata tardi, come in Siria o come in Ruanda tanti anni fa, ora parla di sanzioni, ci rimetteranno gli oligarchi che governano l'Ucraina? Niet, il popolo, come sempre... "

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