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Via Stendhal, sparò a un connazionale: condannato a 8 anni

La vittima stava partecipando a una cena fra ristoratori cinesi, attirato in strada con un pretesto, era stato raggiunto da due colpi di pistola

E' stato condannato a otto anni per tentato omicidio il cittadino cinese di 40 anni accusato del tentato omicidio di un connazionale, il 15 dicembre 2015 a Bologna davanti a un ristorante in via Stendhal

A pochi giorni dall'agguato l'uomo si era costituito. Infatti a lui avevano condotto le indagini serrate della squadra mobile, che da quasi due mesi era sulle sue tracce. 

L'AGGUATO FUORI AL RISTORANTE. Da subito la sparatoria sembrò un agguato in piena regola. Erano le 22 dello scorso 15 dicembre, quando in via Stendhal, nel quartiere Navile, a seguito di una sparatoria in strada era rimasto gravemente ferito un 41enne cinese, incensurato e regolare sul territorio.
La vittima stava partecipando a una cena fra ristoratori cinesi all'interno di un ristorante insieme anche alla moglie. Ad un certo punto era uscito in strada, dove era stato attirato con un pretesto. Una volta fuori dal locale, era stato raggiunto da due colpi di pistola. Dopo l'agguato, l'aggressore era riuscito a scappare. 
Sul posto erano intervenuti diversi agenti di polizia, allertati da due persone che avevano chiamato, quasi in concomitanza, il 113: una telefonata era arrivata dall'interno del ristorante, una seconda dall'esterno, dall'altro capo del ricevitore una persona richiedeva l'intervento dei poliziotti segnalando una lite in corso.

LE INDAGINI. Dopo l'intervento chirurgico, la vittima era stata sentita dalla polizia e aveva raccontato di rapporti tesi, a causa dell'arroganza dell'arrestato, considerato una sorta di piccolo 'boss' della zona di via Lombardi dove è conosciuto con il soprannome di "capelli gialli" e gestisce una sala giochi frequentata da cittadini cinesi. Durante uno dei tanti diverbi, erano anche intervenuti i Carabinieri. In realtà, il sospetto degli inquirenti è che il motivo dei litigi fosse un debito di gioco. 

Il 41enne si sarebbe presentato anche presso il ristorante della vittima, in via Don Sturzo, con due amici residenti a Prato, dove vivono anche la sua compagna e suo figlio, ha cercato di spaventarlo, così era tornato per un periodo nel paese d'origine, come provano i voli aerei. Era arrivato in città il giorno prima di essere colpito ed evidentemente qualcuno aveva avvisato "capelli gialli". 

Dopo l'aggressione l'arrestato, probabilmente in compagnia di un altro uomo, fece perdere le sue tracce, la Squadra Mobile ritiene che sia stato ospitato da altri connazionali tra Bologna e Prato. Così sono iniziati i controlli sanitari e amministrativi dei vari locali e le intercettazioni, fino a quando si è rivolto all'avvocato e si è costituito. 

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