Zaki, manifesto a Palazzo D'Accursio ma ambasciata respinge petizione

Una delegazione di Amnesty International è stata rifiutata dall'ambasciata egiziana

Proprio mentre il sindaco di Bologna, Virginio Merola, mostra il manifesto con il volto di Patrick Zaki (realizzato da Francesca Grosso) che sarà esposto a Palazzo d'Accursio, da Roma arriva il rifiuto dell'ambasciata egiziana ad una petizione di Amnesty International.

Si tratta di ben 150.352 firme che chiedono l'annullamento delle accuse e la scarcerazione di Patrick Zaki, ma la delegazione della ong non è stata accolta. "Esprimiamo profondo disappunto per la totale indisponibilità manifestata dalla rappresentanza egiziana in Italia di fronte una richiesta formalizzata e notificata giorni prima. Avevamo scelto la data di oggi - ha detto Tina Marinari di Amnesty - in coincidenza col settimo mese dalla formalizzazione dell'arresto dello studente dell'Università  di Bologna. Riproveremo, se necessario, l'8 ottobre con un numero ancora maggiore di firme".

Non si fermano le manifestazioni per la liberazione di Zaki in tutta Italia: Amnesty international Italia fa sapere che nel pomeriggio è in programma a Milano un sit-in organizzato da Amnesty International Lombardia, con appuntamento alle 18.30 in piazza della Scala. Sabato 12 settembre a Cervia si leverà in volo un aquilone col volto di Patrick, disegnato dall'artista-attivista Gianluca Costantini. L'iniziativa, che si terrà alle 14.30 nell'ambito di 'Sprint Kite', sarà preceduta alle 11 da una conferenza sui diritti umani in Egitto: è promossa da Amnesty International Italia, Festival dei diritti umani e Articolo 21, in collaborazione con l'associazione Cervia Volante e col patrocinio dell'Università di Bologna e del Comune di Cervia.

Cos'è successo a Patrick Zaki

Patrick Zaki è stato fermato il 7 febbraio all'aeroporto del Cairo, dove era atterrato da Bologna per trascorrere alcuni giorni con la sua famiglia. È stato poi posto in detenzione preventiva e indagato per cinque pretestuosi diversi capi d'accusa contenuti in un mandato di cattura emesso nel settembre 2019, quando era già in Italia: minaccia alla sicurezza nazionale, incitamento a manifestazione illegale, sovversione, diffusione di notizie false e propaganda per il terrorismo. Da allora, ricorda ancora l'ong, la detenzione preventiva è stata prorogata numerose volte e non è noto quando si svolgerà la prossima udienza.

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