Economia

Effetto crisi sugli anziani: è boom di vendite di case in nuda proprietà

In tempo di crisi, con le pensioni che non garantiscono l'arrivo alla fine del mese, questa pratica è in forte aumento. Primato all'Emilia Romagna, solo Bologna segna il +32% quest'anno rispetto al 2012. Lo rileva Confabitare, che scrive al Governo: "Modificate la legge di stabilità"

In tempo di crisi, con le pensioni che non garantiscono l'arrivo alla fine del mese, la vendita di case in nuda proprietà sta diventando una pratica sempre più diffusa tra gli anziani in difficoltà. Lo rileva l'associazione proprietari  immobiliari, Confabitare che denuncia: "Sempre più anziani sacrificano la propria casa: nei primi dieci mesi del 2013, si  è registrato  un vero e proprio boom della vendita di immobili in nuda proprietà con un aumento del 12,5 % rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente".

In tutta Italia  Ottantacinquemila  anziani hanno già scelto questa formula, soprattutto nelle grandi città, a partire da Bologna, come emerge dai dati raccolti da Confabitare inseguito ad un'analisi sull'andamento del mercato immobiliare. Nel dettaglio si evince che questi pensionati hanno un’età media di 75 anni e percepiscono  una pensione media  mensile di poco superiore ai 1.100,00 euro.
Le transazioni in nuda proprietà (che rappresentano il 7,3 % del totale  delle transazioni) - illustra l'analisi di Confabitare - vedono  un calo degli atti tra familiari (per motivi successori e fiscali) e un aumento di quelli propriamente di mercato. A vendere, nella maggior parte dei casi (soprattutto al Nord e nelle grandi città) sono persone anziane che hanno scarsi legami con la famiglia, oppure sono privi di eredi diretti, e hanno bisogno di liquidità per continuare a mantenersi, conservando la disponibilità dell'immobile.

"Il fenomeno della vendita della nuda proprietà - lancia l'allarme l'associazione proprietari  immobiliari - rappresenta il segno tangibile di una crisi che avanza sempre di più e che  rischia di aumentare ulteriormente a fronte di un potere d'acquisto delle pensioni drasticamente in calo e del costante aumento del costo della vita, dei servizi, dei prezzi e delle tariffe.  Il costo sempre maggiore che registra  la gestione di un immobile a causa dell’appesantimento della tassazione che grava sulla casa, costringe   di conseguenza gli anziani a dover ricorrere alla vendita della propria  abitazione."

Il primato del ricorso degli anziani alla vendita in nuda proprietà spetta all’Emilia Romagna  con oltre il 35%, segue il Lazio  con il 12%, il Piemonte  e Lombardia con il 10%,  la Toscana con il  8% e la Liguria  con il 7%. E' il dato che salta all'occhio dall’ analisi  condotta a livello nazionale da Confabitare, dalla quale si desume anche che la  "situazione attuale  porta gli over-65 a dover 'sacrificare' la propria casa pur di avere una liquidità che  possa loro garantire il proprio mantenimento, e altrettanto determinante nella decisione dell'anziano di vendere il proprio immobile in nuda proprietà è la possibilità di avere le risorse con le quali aiutare figli e nipoti alle prese con la crisi occupazionale o con le difficoltà ad accedere al mercato del lavoro."  
Anche  per quanto  riguarda l’analisi riferita alle grandi  città emerge che al nord questo sia un fenomeno  più diffuso  rispetto alle altre  zone di Italia  come illustrato nella tabella a seguire.

"Il ricorso alla vendita della nuda proprietà consente di monetizzare - spiega l'associazione - dalla cessione dell'immobile senza perdere il diritto abitativo (usufrutto) e, quindi, permette di mantenere la stessa qualità di vita integrata da una nuova liquidità, ottenuta senza ricorrere a indebitamenti. Dall'altra parte, chi acquista ha la possibilità di effettuare un investimento a medio- lungo temine e, inoltre, entra in possesso di un immobile senza dover pagare l'IMU, in quanto l'imposta ricade sull'usufruttuario".
“Questo preoccupante fenomeno che va sempre più diffondendosi, sintomo dalla  pesante crisi che colpisce soprattutto  la fascia   dei pensionati, sempre più debole,   deve   portare il Governo - dichiara Alberto Zanni -  Presidente nazionale di Confabitare, a prendere provvedimenti ormai  non più procrastinabili. Per questo motivo abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Enrico Letta, al Ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni, al Ministro del lavoro   Enrico Giovannini e a tutti i capigruppo di Camera e Senato affinché durante la discussione per  l’approvazione della legge di stabilità attualmente in corso al Parlamento, vengano assunti tutti i provvedimenti necessari per dare una   risposta a questo problema”.

DATI PRIMI DIECI MESI  2013 RISPETTO 2012 ( % AUMENTO VENDITE NUDA PROPRIETÀ):
            
BOLOGNA     32%        
ROMA     31%        
TORINO     29%        
MILANO     28,5%        
FIRENZE     27%        
GENOVA     26,3%        
PADOVA     25%        
VENEZIA     24,7%        
NAPOLI    22,9%        
CATANIA     22%        
PALERMO    21,5%        
CAGLIARI     21%        
BARI    15%        


 

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