Economia

Lavoro, un migliaio gli imprenditori bolognesi in marcia su Roma: “Senza imprese non c’è l’Italia”

Oggi manifestazione nella capitale: 'Dare visibilità alle piccole e medie imprese che nonostante le difficoltà continuano a garantire occupazione, ma non ricevono adeguata attenzione'. Il volume d'affari è sceso, soffrono in particolare le costruzioni, l'impiantistica e la produzione

Circa un migliaio gli imprenditori bolognesi Cna che oggi, martedì 18 febbraio, hanno preso parte alla manifestazione in Piazza del Popolo a Roma promossa da Rete Imprese Italia, che unisce Cna, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Casartigiani. Una manifestazione il cui messaggio è “Senza impresa non c’è l’Italia. Riprendiamoci il futuro”.

“Va riconosciuta una volta per tutte la grande volontà della miriade di piccoli imprenditori che ogni mattina si alzano all’alba e fanno di tutto per mantenere in piedi la propria azienda. In piazza scenderemo prima di tutto perché venga riconosciuto alle piccole imprese il ruolo politico e sociale che meritano. – spiega Valerio Veronesi, Presidente Cna Bologna – Le imprese sono in attesa da troppo tempo di una ripresa che non arriva mai, chiedono azioni concrete e rapide e sono stanche di progetti astratti per la soluzione di problemi ormai indifferibili. L’iniziativa di oggi è stata promossa per esprimere il profondo disagio delle piccole imprese italiane stremate dalla crisi economica e per sottoporre alla politica alcune proposte attuabili rapidamente per ripristinare un clima positivo e una maggiore fiducia nel futuro: parliamo di una riforma fiscale che riduca Irap, Imu e Irpef; di misure che riducano il costo del lavoro e favoriscano nuove assunzioni; di interventi a sostegno dell’accesso al credito delle pmi rafforzando i Condifidi; di un’azione decisa verso la semplificazione burocratica”.

“Ma la manifestazione – conclude Veronesi – vuole essere anche l’occasione per dare visibilità alle micro, piccole e medie imprese che nonostante le difficoltà continuano a garantire occupazione e stabilità, ma non ricevono adeguata attenzione da parte del mondo politico ed istituzionale. Si dice sempre che le piccole imprese sono la spina dorsale del sistema produttivo, sono il petrolio italiano. Nella crisi che ormai dura da anni, però, non si è mai sentita una voce concretamente a favore delle piccole imprese e delle loro esigenze”.

Sono una decina i pullman organizzati da Cna Bologna che oggi sono partiti da diversi punti della provincia di Bologna con a bordo gli imprenditori Cna. A questi sono aggiunti i numerosi imprenditori arrivati  a Roma coi propri mezzi e quelli che parteciperanno insieme alle altre associazioni bolognesi che compongono Rete Imprese Italia.

La manifestazione giunge in un momento particolarmente critico per le imprese bolognesi, che dal 2008 continuano a segnalare performance economiche negative. "Analizzando il volume d’affari 2013 di un campione di 5.000 imprese Cna, risulta che il fatturato in media è peggiorato dell’1,9% rispetto all’anno precedente".

Gli andamenti più negativi, rileva Cna,  riguardano il settore dell’artigianato artistico (-5,5%), della produzione (-3,4%), delle costruzioni (-3,2%), dell’impiantistica (-3%), dell’alimentare (-1,7%), della comunicazione (-1%). Dati positivi, ma con un pregresso fortemente negativo, per moda (+2,8%), trasporti (+2,3%), benessere (acconciatori, estetisti, tecnici sanitari ecc.) (+1,4%), servizi (autoriparatori, tintolavanderie ecc.) (+0,7%).
Anche l’inizio del 2014 non vede crescere la fiducia da parte delle imprese Cna. Dall’indagine semestrale periodica svolta da Cna Bologna sulle sue imprese della produzione (meccanica, legno, chimica-plastica) emerge pessimismo, come nelle precedenti rilevazioni.

Per quanto riguarda il fatturato, solo il 13,6% delle imprese Cna della produzione ne prevede un aumento, il 26,6% un calo, il 59,9% una sua stabilità. Un dato negativo che si somma a cali di fatturato costanti dal 2008 ad oggi.

Per quanto riguarda l’occupazione, il 5,3% degli imprenditori ne prevede l’aumento, il 12,1% un calo, l’82,6% una sua stabilità: rispetto alla rilevazione del semestre scorso ci sono piccoli segnali di miglioramento.
Sul capitolo investimenti, il 56% ha risposto che  cancellerà o rinvierà quelli già programmati, il 44% li confermerà. Un dato peggiore rispetto alla precedente rilevazione.
Per quanto riguarda gli aspetti che minacciano le aziende, la diminuzione degli ordini è ancora il problema principale per il 51,5%, ma peggiora l’insolvenza dei clienti che dal 29% ora minaccia il 34,5% delle aziende, il clima di sfiducia dal 45% è salito al 47,9%.
A proposito dei tempi di pagamento dei clienti, il 28,4% afferma che si sono allungati, un dato peggiore rispetto a sei mesi fa, quando era il 20% a segnalarlo.

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