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Economia

Crisi aziendali, in provincia sono 23 le situazioni di lavoro a rischio

La situazione negli anni è andata migliorando ma ancora sette pratiche sono aperte da più di quattro anni. E le crisi di alcuni settori potrebbero tornare a fare crescere le cifre

Gli anni peggiori della crisi sono alle spalle, ma sono ancora 23 i tavoli di salvaguardia aziendali aperti alla città metropolitana di Bologna. Sono questi i dati forniti oggi dal vicesindaco metropolitano Fausto Tinti all’udienza conoscitiva con le Commissioni di Città metropolitana e Comune di Bologna, incontro richiesto dal capogruppo Pd a Palazzo Malvezzi, Raffaele Persiano.

Dal 2015 ad oggi sono 120 le situazioni di crisi aziendale trattate dal Tavolo metropolitano di salvaguardia. Dai 47 casi aperti del 2015 si è scesi ai 16 di quest'anno, ma sono ancora 23 quelli nel complesso, sette dei quali crisi aperte che si trascinano ormai da quattro anni.

Crisi Aziendali: la mappa nel territorio

Il piano geografico vede Bologna in testa con un caso su quattro, al secondo l’Unione Reno-Lavino-Samoggia (19%) seguita dalla Reno Galliera (12%), dall’Unione Terre d’Acqua e Molinella (10%), dall’Unione Savena Idice e San Lazzaro (8%), dal Circondario Imolese (7%), da l’Appennino insieme ad Alto Reno Terme (7%), e da Terre di Pianura (5%), mentre un 5% si riferisce ad aziende con sede su più territori.

Dal punto di vista del settore produttivo, ci consegna questo quadro: Servizi alla collettività (16%), macchine automatiche (13%), metallurgico/manifatturiero (12%), informazione e stampa (11%), logistica (9%), automotive (8%), elettronica (6%), costruzioni/arredo (5%), alimentare (5%), servizi alle imprese (4%), sanità e benessere (3%), alloggio e ristorazione (2%).

Il calcolo del numero medio di lavoratori coinvolti nelle crisi, evidenzia una netta prevalenza nei settori dell’elettronica (108,3) e nelle costruzioni/arredo (93,2), seguono logistica (67,2), automotive (63,9), tessile/abbigliamento (57,3), alloggio e ristorazione (54,7), alimentare (54,2), macchine automatiche (51,4), servizi alle imprese (50), servizi alla collettività (47,8), metallurgia/altra manifattura (45), sanità-benessere (43,7), servizi informazione e stampa (30).

“Nell’attuale fase economica – ha sottolineato il vicesindaco Tinti - registriamo segnali di difficoltà legati ad effetti economici congiunturali e di alcune filiere, in particolare automotive. Ci aspettiamo quindi nei prossimi mesi un aumento delle attività del Tavolo.

È fondamentale la connessione tra le attività del Tavolo e le azioni metropolitane per lo sviluppo economico: Il Tavolo metropolitano è infatti luogo di osservazione privilegiato delle dinamiche in corso nelle filiere che caratterizzano il sistema produttivo metropolitano e rappresenta quindi, oltre che luogo per la gestione di crisi puntuali, l’ambito per definire le azioni di accompagnamento delle trasformazioni in corso nel sistema economico. Inoltre, - ha concluso Tinti - considerando la centralità e la strategicità del tema lavoro nelle politiche metropolitane per l’attrattività, l’attività del Tavolo è da vedersi anche come contributo alla predisposizione degli indirizzi di pianificazione territoriale”. 

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