Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Parole shock sulla strage di Bologna: Marcello De Angelis si dimette

I motivi in una lettera al presidente della Regione e sui social: "Ho scatenato dure pressioni politiche contro l’istituzione che oggi rappresento", ma rivendica "il diritto al dubbio e al dissenso"

Marcello De Angelis conclude, almeno per il momento, la sua carriere. Il responsabile della comunicazione istituzionale della Regione Lazio, ha rassegnato le dimissioni, irrevocabili, con una lettera al presidente Francesco Rocca. 

De Angelis fatto parlare parecchio di sé dopo un lungo post su Facebook in a pochi gionri dal 43° anniversario della strage del 2 agosto: "So per certo che con la strage di Bologna non c'entrano nulla Fioravanti, Mambro e Ciavardini" e poi una serie di considerazioni su una vicenda giudiziaria non ancora conclusa dopo 43 anni. 

"Prendo atto delle dimissioni di Marcello De Angelis dal ruolo di capo della comunicazione istituzionale della Regione Lazio. Lo ringrazio per il prezioso lavoro svolto finora e per il senso di responsabilità dimostrato. Così come ha la mia gratitudine per aver messo al riparo l'Istituzione che presiedo dalle inaccettabili strumentalizzazioni di queste settimane, pagando il prezzo per una canzone scritta 45 anni fa e rispetto alla quale ha manifestato pubblicamente tutto il suo imbarazzo e orrore. Testo, peraltro, già noto quando in passato aveva ricoperto ruoli come quello di parlamentare e direttore di testate. Posso testimoniare in prima persona l'evoluzione della personalità di De Angelis. Un percorso di maturazione, di autoconsapevolezza e di trasformazione interiore. Sicuramente tutto questo non può cancellare il suo passato, ma ha forgiato e continuerà a formare il suo presente e il suo futuro", ha commentato Rocca. 

"Su di me mostruosa macchina del fango"

Lo stesso De Angelis scrive sui social la sua decisione e pubblica la lettera consegnata a Rocca: "Rivendico il diritto al dubbio e al dissenso - si legge - anche se non posso negare di essermi espresso in modo inappropriato e per questo ho chiesto scusa. Ho scatenato dure pressioni politiche contro l’istituzione che oggi rappresento e, pur nella consapevolezza che i tuoi avversari non hanno argomenti o la forza per importi le decisioni che auspicherebbero, la mia stessa coscienza è più forte e più legittimata di loro a chiedermi di fare un passo indietro".

Parla di "mostruosa macchina del fango", che lo avrebbe "preso di mira". "Ho pagato tragicamente per metà della mia esistenza colpe che non avevo - aggiunge ancora nella lettera - ma non posso affrancarmi dall’unica cosa di cui mi sento vergognosamente responsabile: aver composto in passato un testo di una canzone che considero un messaggio di odio insensato nei confronti di esseri umani senza colpa, molti dei quali sono oggi miei amici e amiche, colleghi, vicini di casa, persone che apprezzo, ammiro, a cui voglio bene e persino miei familiari. Non so se potrò mai perdonarmi per questa cosa e non mi aspetto che lo facciano altri. Non posso consentire che le mie responsabilità passate possano macchiare o offuscare lo straordinario lavoro che tante persone migliori di me stanno compiendo per il bene comune. Ringrazio tutti i colleghi, molti appena conosciuti, che hanno voluto trasmettermi la loro vicinanza in questo difficilissimo momento – conclude - ma è con grande tristezza che ritengo non ci sia altra scelta per me che riprendere la mia strada lontano da questa Istituzione nella speranza di chiudere i conti con il passato e trovare il modo di riparare a qualunque mio precedente errore". 

Chi è Marcello De Angelis

Nato a Roma, ex giornalista de Il Tempo e Il Secolo d'Italia e portavoce della Croce Rossa Italiana, da adolescente entra nel Fronte della Gioventù, poi passa a Lotta Studentesca insieme al fratello Nazareno, Nanni, infine confluisce in Terza Posizione, movimento neofascista.

Dopo la strage di Bologna, il governo mette a bando i capi di Terza Posizione. De Angelis viene arrestato mentre si reca in Inghilterra, sul territorio britannico. Condannato a poco più di 5 anni di carcere, ne sconta una parte e torna libero nel 1992.

Si iscrive ad Alleanza Nazionale nel 1995. Tra il 2006 e il 2008 prima viene eletto deputato e poi senatore. La sorella Germana sposa Luigi Ciavardini, già coinvolto nell'assassinio dell'agente di polizia Francesco Evangelisti ("Serpico") e condannato a distanza di quasi 40 anni per la strage di Bologna.

Nel 1980, quattro giorni dopo l'attentato alla stazione di Bologna, "Nanni" De Angelis muore in carcere. Due anni più grande di Marcello, nato a Campotosto in provincia de L'Aquila, Nazzareno era anch'egli militante di Terza Posizione e poche ore dopo la strage della stazione ferroviaria cercò di lasciare l'Italia con documenti falsi e soldi, insieme a Luigi Ciavardini, ma all'appuntamento per ritirare i "lascia passare" vennero entrambi arrestati. Tre giorni dopo "Nanni" De Angelis morì in stato d'arresto, per cause mai accertate.

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