Giovedì, 13 Maggio 2021
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Lo sapevi che .... anche Bologna aveva un porto?

Nacque nella metà del ‘500 a seguito dell’incremento di scambi commerciali per via fluviale

Porto Navile e Dogana (o Chiesa dei lavandai) / Foto ADM

In passato anche Bologna aveva un porto. Come spiega Adm-agenzia delle accise, dogani e monopoli Emilia - Romagna e Marche, questo nacque "attorno alla metà del ‘500 a seguito dell’incremento di scambi commerciali per via fluviale sviluppatisi grazie alla fitta rete di canali che trasportavano le acque del fiume Reno dalle colline circostanti direttamente al centro della città - si legge -  Uno di questi canali, attualmente interrato, all’incrocio tra via di Riva Reno e via Marconi si divide in due, il canale del Cavaticcio prosegue verso Largo Caduti del Lavoro ove oggi si affacciano alcuni degli uffici della Direzione Territoriale Emilia Romagna e Marche e si dirige verso via del Porto, chiamata così perché da qui iniziavano le banchine dell’allora porto fluviale di Bologna, il Navile.

Non distante dall’attuale Ufficio ADM di Bologna, sorgeva l’edificio della Dogana, sede della Gabella Grossa, punto di partenza e di arrivo delle merci che viaggiavano sul Navile. La somiglianza con una chiesa e la presenza sul canale delle lavandaie furono causa del nome popolare che questo edificio ebbe: la "cisa di lavandèr", la chiesa dei lavandai.

I proventi dei dazi sulle merci servirono per secoli a finanziare l'Università. L’edificio, così come il porto urbano, furono demoliti nel 1934

L’attuale Parco del Cavaticcio ricorda l’allora Porto urbano con il ponte e il canale: 

parco cavaticcio-2

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