Castenaso: doggy bag al ristorante, gestori scettici

Ancora da convincere i ristoratori sulla bontà del progetto: "C'è il timore di problemi dovuti alla conservazione nella scatola"

Il progetto dovrebbe partire a dicembre, per sfruttare anche le ferie di Natale, ma al momento la diffidenza è tanta. Da Bologna parte una sperimentazione per diffondere il doggy bag nei ristoranti come strumento per combattere gli sprechi alimentari. Però i ristoratori "si devono ancora un po' convincere", come ammette l'assessore all'Ambiente Elisabetta Scalambra.

Succede a Castenaso, nell'hinterland di Bologna, dove si sta provando a dare una svolta sullo spreco di cibo in collaborazione anche con Last minute market, Coop e Camst. Una parte del progetto, 22mila euro in buona parte finanziato dalla Regione attraverso Atersir, prevede la distribuzione di scatole per permettere ai clienti dei ristoranti di portare a casa il cibo avanzato.

Un contenitore pensato come riutilizzabile, in modo che possa essere usato in un secondo momento, ad esempio, per portare il pranzo in ufficio. Ma ci sono prima da convincere i ristorantori, peraltro non tantissimi a Castenaso. Di fatto, alla presentazione del progetto oggi in Città metropolitana, Ascom ha scelto di non essere presente. "C'è il timore di dare all'utente un prodotto che si deteriori perché non viene conservato correttamente", spiega ancora l'assessore. "Ma invece da parte degli altri commercianti la volontà c'è".

Oltre ai ristoranti nella trentina di attività da coinvolgere ci sono infatti i negozi di generi alimentari, che a fine giornata metteranno a disposizione l'invenduto ancora commestibile. Il riutilizzo del cibo non utilizzato a favore di realtà "che assistono persone in difficoltà o animali da affezione", quindi canili e gattili, è uno degli scopi dell'altra metà del progetto, che avrà come base le scuole di Castenaso. Per quattro settimane verrà monitorato lo scarto (si stima in circa il 30%) della mensa scolastica, con l'obiettivo di mettere a punto le contromisure.

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Oltre al recupero attraverso Last minute market, si valuteranno modifiche del menù e dei sistemi di distribuzione dei pasti. E poi? La sperenza è che i risultati della sperimentazione, una volta divulgati, possano giovare ad altri munipi della metropoli bolognese. "Confidiamo che Castenaso possa essere un riferimento", dice Vito Belladonna di Atersir. (Bil/ Dire)

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