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A Bologna più poveri e disoccupati, l'allarme delle Acli

Il numero uno delle Acli Filippo Diaco, alla sua ultima conferenza stampa da presidente, insieme con l'assessore comunale al Bilancio Davide Conte e il presidente del Caf Acli Simone Zucca

"Bologna invecchia e il welfare ne soffre. Mentre aumentano i pensionati, di nuovo, ci sono più proprietari di immobili ma anche genitori e nonni che li concedono gratis a figli e nipoti, a conferma che "le famiglie sono il vero welfare".

Resta stabile la percentuale di chi ha perso il lavoro nel corso dell'anno, anzi aumenta un po', e cresce la disoccupazione maschile, pari al +6% e spesso riferita a uomini con famiglie a carico, mentre cala quella femminile. Il 30% delle famiglie, inoltre, registra solo un componente, il 18% ne ha due e il 22% ne ha tre, mentre ne ha quattro solo il 19%. Il 67% delle famiglie include minori o disabili, anche se non sempre le prestazioni sociali agevolate disponibili risultano adeguate.

È lo spaccato 2019, quindi pre-Covid, delle condizioni economiche e sociali dei bolognesi diffuso oggi dalle Acli sulla base dei dati del proprio Caf. Quest'anno la campagna fiscale termina due mesi dopo, per via dell'emergenza sanitaria, e al momento sono state raccolte 30mila dichiarazioni dei redditi, pari al 10% dei residenti adulti: i pensionati rappresentano il 37%, tre punti in più rispetto all'anno scorso. I proprietari di immobili aumentano di altri tre punti (dal 60% al 63%), ma appunto spesso si tratta di persone che ricevono un appartamento dai famigliari, e soprattutto risulta un 14% (si era al 13% un anno fa) di dichiarazioni senza sostituto d'imposta, quindi riferite a posizioni (al 57% donne e al 43% uomini) che hanno perso il lavoro.

Sul valore dei redditi bolognesi, il 25% indica meno di 15mila euro, il 48% tra 15.001 e 28.000, oltre 75.000 solo il 2%. Il numero uno delle Acli Filippo Diaco, alla sua ultima conferenza stampa da presidente oggi, insieme con l'assessore comunale al Bilancio Davide Conte e il presidente del Caf Acli Simone Zucca, commenta in particolare sull'aumento dei pensionati: "Il dato non stupisce".

Spiega il presidente Acli: "Bologna è una città che invecchia progressivamente da anni, senza che, di conseguenza, sia migliorata la qualità della vita. Il welfare deve tenerne conto, non basta più quello che si è fatto sinora. Siamo stati un modello di eccellenza, ma non possiamo più affidarci al passato". Confermandosi a favore dell'assegno unico per il figlio, e di una riforma fiscale "più equa", Diaco muove un appunto allo stesso Comune di Bologna: "Bene le Card gratuite come sulla cultura, i mezzi pubblici gratuiti e tutto il resto, ma serve un piano organico per le famiglie, una vera 'family card', sul modello trentino, che dia accesso a tutto il welfare in maniera strutturata".

Risponde Conte: "Dalla settimana prossima parte formalmente la redazione del bilancio comunale, l'ultimo del mandato, e consideriamo questo report delle Acli un contributo a tema, così come lo è stato quello della Camera di commercio qualche giorno fa. Dobbiamo pensare ai giovani e alle tante persone che vivono da sole. La vera soluzione - sottolinea l'assessore - è la riduzione della pressione fiscale, come abbiamo mostrato con la Tari e coi servizi". (Dire)

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