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Via Erbosa: assalto all'auto di Salvini, archiviate le accuse all'autista

Per il giudice di pace fu legittima difesa e le lesioni riportate dai militanti considerate di 'evidente tenuità'

Attivisti di area antagonista, tra cui diversi militanti di Hobo, gli avevano circondato l'auto, e per questo è stato costretto a forzare il blocco urtando alcuni manifestanti, che poi gli hanno mosso accusa.

E' la sintesi di un decreto di archiviazione con il quale la giudice Cristiana Piazza ha archiviato le ipotesi di lesioni, seguite ai fatti della visita di Salvini a Bologna, nel campo nomadi di via Erbosa. 

In quell'occasione, diversi attivisti riconducibili a sigle attive nel mondo della sinistra radicale, piantonarono la visita del leader leghista, raggiungendolo infine nei pressi del campo sinti di via Erboa: di lì, ripresa anche dai media, andò in scena l'assalto alla vettura di Salvini, culminata nella rottura del lunotto posteriore e la fuga dell'autista, che travolse alcuni manifestanti che nel frattempo prendevano a colpi l'automobile.

Dalla ricostruzione vagliata dalla corte "era in essere un'aggressione organizzata" e dall'abitacolo della vettura il conducente "non poteva conoscere quale epilogo potesse avere quell'aggressione".

Per quei fatti vennero denunciati una decina di attivisti. Il giudice, nel motivare il decreto, accogliendo la richiesta del pm Giovannini ha addotto l'esistenza di materiale multimediale "che non lascia spazio a interpretazioni diverse".

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