Cronaca

Coop, Centrale Adriatica di Anzola Emilia: 140 lavoratori a tempo indeterminato

Presentazione di Aster Coop, che ha assunto l'appalto della gestione del magazzino di Anzola: "Sottoscritto un accordo sindacale con Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria"

Aster Coop, che da novembre ha assunto l'appalto della gestione del magazzino di Centrale Adriatica di Anzola Emilia, dopo aver sottoscritto un accordo sindacale con Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria, "nonostante le leggi e i contratti collettivi non prevedano vincoli sulla continuità lavorativa degli addetti, ha assunto e stabilizzato fin dall'inizio 140 lavoratori a tempo indeterminato". Lo chiarisce la stessa cooperativa, nata a Udine 25 anni fa, che in mattinata si è presentata a Bologna.

E "a tutti gli altri lavoratori - assicura Aster Coop - è stata offerta la possibilità di un inserimento in cooperativa a partire da un contratto a tempo determinato". Tra l'altro, "tutti i soci lavoratori - viene spiegato in una nota, dove si ricorda che l'ingresso della coop ad Anzola interveniva su 127 dipendenti a tempo indeterminato e circa 60 a tempo determinato, con scadenza il 30 novembre 2012 - sono stati inquadrati ad un livello superiore a quello previsto per l'inserimento e, dopo sei mesi, a giugno, passeranno automaticamente ad un ulteriore livello superiore".

Infine tutti i soci lavoratori sono stati inseriti in percorsi di formazione: ad oggi sono 3.872 le ore investite nell'appalto di Anzola. "Aster Coop è una eccellenza, non solo dal punto di vista dell'innovazione tecnologica e dell'organizzazione del lavoro; lo è per la relazione che esiste tra i soci-lavoratori, per gli investimenti che fa sulla formazione, sulla sicurezza e nell'applicazione integrale del contratto di lavoro", ha confermato Tiziano Tassoni, responsabile dell'area logistica e mobilità di Legacoop Bologna, intervenuto alla presentazione. "Anche per questo - ha proseguito - riesce difficile capire quale siano le ragioni che inducono alcune organizzazioni di lavoratori a concentrare le proprie contestazioni proprio su quel cantiere, quando ci sono decine di imprese che operano non applicando i contratti e facendo, in sostanza, intermediazione di manodopera". Il riferimento è alle proteste e ai blocchi che i Cobas hanno organizzato a più riprese davanti al deposito di Anzola.

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