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Cronaca Borgo Panigale / Via Normandia

Barista ferito in via Normandia, la moglie: "Il proiettile lo ha colpito vicino l'occhio, adesso sta meglio"

Gli hanno sparato durante una rapina: lui aveva reagito per difendere la sua giovane dipendente procurandosi una ferita al viso. La moglie sconvolta: "Erano incappucciati, le videocamere li hanno ripresi"

Hanno tirato un sospiro di sollievo i familiari, gli amici, i colleghi e i clienti del "Bar Edera" di via Normandia quando si è saputo che il loro Fan Gai 'Pietro', rapinato e colpito da un colpo di arma da fuoco nella notte fra giovedì e venerdì, stava meglio e che non era in pericolo di vita.  

E' la moglie - conosciuta come Giuliana - a confermare il miglioramento delle condizioni di salute del marito, mentre continua a tenergli stretta la mano nella stanza del reparto di Medicina d'Urgenza dell'Ospedale Maggiore nel quale è stato trasferito dopo il ricovero d'urgenza e i primi interventi dello staff medico: "Il proiettile lo ha colpito vicino l'occhio, ma adesso sta meglio. Non è stato operato. Non sappiamo ancora bene come siano andate le cose: la serranda era già a metà, lui e la nostra dipendente stavano sistemando il bar per la chiusura, poi sono entrati due uomini incappucciati e con i guanti e hanno portato la lama di un coltello al collo della ragazza". 

A quel punto l'urlo della ragazza ha richiamato l'attenzione di Pietro, che era in cucina e che nel tentativo di difendere lei e il suo bar ha subito l'aggressione (uno dei due rapinatori, quello armato di pistola, avrebbe scavalcato il bancone raggiungendolo con un balzo) e subito dopo sarebbe partito il colpo. Poi la fuga a piedi e tante banconote che cadono a terra, sparpagliandosi sul marciapiede e segnando la via presa per scappare. 

La donna, che è visibilmente scossa e spaventata, cerca di ripercorre la terribile nottata per mettere in chiaro qualche dettaglio, anche se le parole faticano a uscire, tanta forse è già la voglia di dimenticare: "Nel nostro bar ci sono 5 o 6 telecamere. Abbiamo visionato le riprese insieme ai Carabinieri, ma come già detto questi due malviventi erano travisati. Non sappiamo quanto denaro abbiamo preso, con mio marito non ho ancora parlato, deve riposare". 

Tantissimo l'affetto nei confronti di questa famigliola di origine cinese composta dai genitori e da due figlie piccole. I negozianti vicini al bar, i frequentatori e i residenti non fanno che ripetere quanto siano persone splendide e gentili, instancabili lavoratori e assolutamente privi di nemici: "Siamo costernati - le parole della gelataia, che dista solo un paio di numeri civici dal bar - per il momento non abbiamo altre parole se non la speranza che Pietro si riprenda". 

"Poche ore dopo il fatto erano già al lavoro nonostante tutto - la considerazione di una negoziante che sta sotto lo stesso porticato - e Giuliana mi ha detto che avrà paura a lavorare la sera e che non sa come fare. Nonostante tutto pensa al suo bar, a tenerlo aperto anche adesso che ha subito tutto questo".

Nel frattempo il procuratore aggiunto Valter Giovannini, ha lanciato un appello invitando chiunque abbia visto qualcosa a parlare. Una delle testimonianze che abbiamo raccolto al bar è quella del signor Luciano, che la sera della rapina è rimasto a sedere ai tavoli fino quasi a mezzanotte: "Di solito la sera c'è Pietro e si chiude intorno all'una. Quando sono andato via c'erano ancora dei ragazzi giovani che bevevano qualcosa, una sera come le altre e poi invece è successo quello che è successo". 

A fare il tifo per Fan Gai, anche l'ex consigliere del M5S Giovanni Favia, che abita proprio sopra il Bar Edera: "Sono stato svegliato alle cinque del mattino dai Carabinieri: 'salve, ha visto o sentito qualcosa verso le due? C'è stata una rapina al bar qui sotto'. "No, di solito a quell'ora torno dal lavoro, ma ieri sera l'ho presa libera per stare con mia figlia'. Gli uomini dell'Arma infatti hanno allertato i residenti nella primissima mattina di ieri per raccogliere eventuali testimonianze.

"Capisco subito che deve essere successo qualcosa di più altrimenti i Carabinieri non avrebbero 'sbrandato' mezzo rione - continua Favia - tra l'altro popolato per il 90% da over 75 che alle 19,30 cenano e alle 21 sono a letto. Il mio pensiero va subito a Fan Gai, amico e titolare cinese del bar: 'Ci sono stati dei feriti?'. 'Si il cinese'. Il mattino esco di casa per portare mia figlia a scuola, mi fermo al bar. E' già aperto, c'è la moglie di Fan, testa sprofondata verso il basso: "E' all'ospedale, non sta bene, ha un proiettile dentro, devono operarlo".

"Fan è una persona gentilissima, estroversa e di una particolare simpatia, perfettamente inserito nel contesto sociale del Villaggio INA di Borgo Panigale - racconta Favia - Anni fa sponsorizzò come Bar Edera la squadra di calcio a 7 della nostra balotta. In quel Bar sono cresciuto e nella sua storia non ho memoria di alcuna rapina. E' un bar di periferia, la sera si ritrovano due o tre pensionati e qualche immigrato a farsi un amaro. Parliamo quindi di pochi euro di incasso. Spero che la polizia possa quanto prima prendere quei bastardi che per pochi euro hanno messo in pericolo la vita di Fan Gai. La situazione sta sempre più degenerando".

  

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