Coronavirus e lavoro, accordo e cassa integrazione per oltre 20mila lavoratori

Sono in massima parte maestranze delle grandi aziende

Anticipo dell'assegno di cassa integrazione, riconoscimento della maturazione delle ferie, della tredicesima e degli altri istituti contrattuali. Tutele ed integrazioni economiche aggiuntive. Sono il frutto della contrattazione tra sindacati dei metalmeccanici e aziende per gestire l'emergenza coronavirus.

La Fiom-Cgil ha fatto i conti prendendo un campione di 105 imprese con più di 100 addetti, per 28.972 lavoratori complessivi (circa la metà di tutti i lavoratori del settore nel territorio metropolitano di Bologna compresi i dipendenti delle aziende artigiane).

Il 72% dei lavoratori, 20.725 addetti persone, è occupato in aziende che hanno, ad oggi, attivato il ricorso agli ammortizzatori sociali (85 su 105, ma non è detto che tutti i dipendenti siano in cassa).

Fanno eccezione il settore del packaging, dal momento che le imprese bolognesi del settore, le pochissime imprese che rientrano nelle attività essenziali, stanno gestendo le chiusure e la significativa riduzione di presenza al lavoro con strumenti contrattuali, mentre le aziende dell'informatica continuano le proprie attività con il personale che opera da remoto.

Di questi 20.725 lavoratori occupati in aziende dove si fa ricorso agli ammortizzatori sociali, il 93% ha garantito la maturazione piena degli istituti contrattuali durante i periodi di cassa (quindi, ferie, permessi, tredicesima). Solo in otto aziende (vedi il caso Alstrom) non si è riusciti a raggiungere un accordo.

Infine sono, al momento, otto le aziende in cui si sono concordate forme di integrazione salariale e di tutele economiche aggiuntive agli importi di cig. Si tratta di importanti imprese del territorio (nell'elenco Ducati e Lamborghini) che occupano complessivamente 5.520 addetti (il al 27% del totale dei 20.725 lavoratori in cassa).

"Sono, in questo momento, in corso ulteriori trattative con l'obiettivo di definire anche in altre imprese tutele di questo tipo", informa la Fiom. "È stata una settimana di impegno straordinario delle funzionarie e dei funzionari della Fiom di Bologna che hanno discusso con centinaia di imprese di ogni dimensione e sottoscritto una enorme quantità di accordi per dare copertura, con gli ammortizzatori sociali, ai lavoratori sospese dal lavoro a causa dell'emergenza coronavirus", tira le somme il sindacato.

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"Questi numeri ci consegnano, ancora una volta, un quadro assolutamente chiaro per il nostro territorio. La presenza del sindacato, della Fiom e della Cgil, l'autorevolezza delle delegate e dei delegati, il sistema di consolidate relazioni industriali e la tipologia di imprese che abbiamo a Bologna dimostrano che si è costruito, in pochissimi giorni e pur in un contesto estremamente difficile anche per l'impatto pesante della cassa integrazione sulle retribuzioni, un meccanismo di protezione per i posti di lavoro e di tutela dei salari delle persone che lavorano che non era affatto scontato", conclude la Fiom. (Vor/ Dire)

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