Esame di maturità, 50mila firme contro la maxi prova orale: "Valutate la media degli ultimi 3 anni"

Francesco, maturando di Imola, spiega perchè così non va: "Le lezioni online non hanno compensato l'assenza delle ore a scuola e alcuni non sono stati in grado di seguirle con continuità. Abbiamo scritto una lettera alla Ministra"

L'esame come era pre-Covid

Cinquantamila firme contro l'esame di Maturità così come è stato ripensato per l'emergenza Covid-19: dietro la petizione c'è il movimento studentesco autore della pagina Facebook @nomaturita2k20, il quale sostiene una valutazione che tenga in considerazione il rendimento scolastico degli ultimi tre anni piuttosto che quel 'maxi-orale' da un'ora in grado di compromettere la carriera scolastica dei ragazzi: "La didattica online che da due mesi sostituisce le lezioni a scuola non funziona come dicono dal Ministero - spiega Francesco, maturando di un istituto professionale di Imola - e sono in tanti ad avere difficoltà, mentre i professori non fanno che interrogare per mettere insieme tutti i voti di cui hanno bisogno". 

La petizione che Francesco e tanti altri studenti dell'ultimo anno stanno sostenendo ha lo scopo di far sospendere gli esami di quest'anno visto che giudicano "Inammissibile svolgere un esame in questo momento, quando molti ragazzi stanno vivendo un periodo negativo e magari hanno anche perso dei parenti, che sono loro stessi ammalati o che non hanno svolto una lezione decente da febbraio, magari perchè hanno connessioni altalenanti o vivono dove la rete non arriva. Vorremmo, delusi da come il Governo ha affrontato il tema Maturità, che venissero valutati gli ultimi tre anni di scuola e non solo la performance all'esame o questo famoso 'elaborato' da svolgere e presentare agli orali". 

Che cos'è il famoso 'elaborato'? "Come sappiamo gli scritti non ci saranno. Il 1°giugno però i professori dovrebbero assegnarci l'argomento per sviluppare un elaborato (una specie di tesina) da presentare poi qualche giorno dopo (il 13 giugno pare), discutendolo poi in sede di esame orale e magari (ma non sappiamo) creare un collegamento con il programma. E intanto in questi giorni non si fa che interrogare, piuttosto che ripassare e fare delle simulazioni preparatorie. In più essendo un istituto professionale è venuta meno tutta la parte laboratoriale e abbiamo fatto solo teoria. Trascorriamo dalla tre alle sei ore al giorno davanti a un computer, ma questo non compensa minimamente l'assenza delle lezioni a scuola" precisa Francesco. 

Secondo quello che si sa ad oggi il 17 giugno partono poi gli esami davanti alla commissione, che interrogherà i ragazzi (pochi ogni giorno e nel rispetto delle norme di sicurezza) in ordine presumibilmente alfabetico. 

La proposta di questi studenti per la Maturità 2020: i due punti fondamentali

1. Eliminazione del colloquio orale

2. Valutazione sulla base della media degli ultimi tre anni e un bonus di 0-10 punti attribuito dalla commissione interna sulla base del percorso scolastico dello studente, il miglioramento, la partecipazione alla didattica a distanza.

Il movimento degli studenti contro la Maturità 2020 che ha promosso la petizione ne fa anche un discorso economico: "C'è da ricordare che l'esame di Maturità è sempre stato considerato uno dei più grandi e tipici 'sprechi all'italiana'. Ci basta pensare che ogni anno se ne vanno dalle casse dello stato 70|80 milioni di euro, una cifra enorme per una prova dove il 99,1% degli studenti è promosso. Quindi? provate ad immaginare questa cifra quanto salirà se l'esame verrà effettuato quest'anno con la situazione del virus. 

Il ministro ha detto : 'Auspico l'esame si possa svolgere in presenza, nelle giuste condizioni di sicurezza'. Perfetto diamo il via ai costi per sanificazioni, pannelli in plexiglass, servizi igienici e magari prendiamo un altro team di 30 persone per la nuova task force 'salva maturità'. Ma è uno scherzo? Questi soldi potrebbero essere usati sicuramente per altre emergenze, molto più gravi di una maturità inutile.. ma non saremo sicuramente noi a dirlo, tanto figuratevi se il Ministro dell'istruzione prenderà in considerazione quello che stiamo cercando di farle capire, anche perché a quanto pare ascolta la voce degli studenti che lei vuole sentire, non della stragrande maggioranza. Davvero è così difficile annullare definitivamente la prova d'esame per dar spazio a le vere priorità?" 

“Gentile Ministra Azzolina,

sono uno studente privilegiato. Mi definisco in questo modo perché la mia situazione famigliare è positiva, perché ho a disposizione smartphone, pc e rete internet, perché ho un buon metodo di studio e sono sempre andato molto bene a scuola.

Da qualche settimana partecipo alla gestione di una pagina Instagram (nomaturità2k20) e Twitter (studentiad2020) insieme ad alcuni amici. Inizialmente avevamo creato la pagina per contestare quanto era stato deciso sull’esame di maturità, senza sperare di ottenere grandi risultati, ma più per poter dire di avere provato a cambiare le cose.

Ma poi le cose sono cambiate davvero.

Crescevano i nostri contenuti (articoli, news, esperienze) e crescevano le nostre visualizzazioni, fino a diventare migliaia. Moltissimi hanno iniziato a scriverci raccontandoci le loro esperienze riguardo la didattica a distanza, di fatto senza che lo chiedessimo. Ho letto storie che mi hanno sollevato, colpito, turbato. Ho capito che quello che io e i miei amici stavamo facendo non era più un inutile sfizio; era un dovere: il dovere di dare voce a chi si fida di noi, a chi ci vede come un punto di riferimento, a chi ci ringrazia ogni giorno per il poco che stiamo facendo.

E’ stato a quel punto che ho capito di essere uno studente privilegiato".

Lettera al ministro dell'Istruzione

Le testimoninaze di alcuni maturandi

“Due famigliari sono morti di Covid. Siamo due fratelli con una connessione scarsa”.

“Siamo in sei in una casa piccolissima, non ho una stanza personale, né un angolo tranquillo dove seguire le videolezioni”.

“Mio papà è un medico e non lo vedo da più di un mese. Si isola per proteggermi”.

“Mia mamma lavora. Non è facile seguire le lezioni perché devo badare alla mia sorellina di due anni.”

Queste solo alcune delle terribili situazioni che gli studenti, come tutto il resto della popolazione, sta vivendo sulla propria pelle.

“La didattica a distanza ha molti problemi, ma è anche un grande strumento. E’ stato stupefacente il modo in cui, fin dall’inizio e senza esitare, molti insegnanti hanno condiviso contenuti e videolezioni con noi studenti. Tuttavia molti altri non l’hanno fatto. La didattica a distanza è stata resa obbligatoria solo dall’8 aprile. Ci sono classi che potenzialmente per 43 giorni non hanno svolto una sola lezione.”

“Come si può fare un esame se non si è stati in grado di garantire il servizio scolastico per più di un mese?” – questa la domanda che si pongono gli studenti.

“Preparare l’esame porta via tempo alla didattica a distanza. Nemmeno i migliori insegnanti riusciranno a portare a termine il programma didattico di questo passo. Usiamo questo tempo per finire il programma e arrivare più preparati all’università o al nostro futuro impiego.”

“Stanchi di criticare e basta, abbiamo provato a proporre vie alternative. Abbiamo elaborato una proposta alternativa all’esame che, lo dico sinceramente, non sappiamo quanto possa essere reale, ma riguardo la quale gradiremmo avere una Sua risposta.”

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