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Giovedì, 23 Maggio 2024
In fuga dalla guerra

Mamma Nadia, papà Paolo e i loro nove figli in salvo a Loiano: la loro casa sbriciolata sotto le bombe

Ad accoglierli il sindaco di Loiano Fabrizio Morganti: vivranno tutti insieme un appartamento a Casalino. A breve previsto l'arrivo di altri tre nuclei familiari

Un canto in una lingua che non capiamo, ma chè non può che essere un inno alla pace. A intonarlo una grande e bella famiglia che, dopo quattro interminabili giorni di viaggio in fuga dalla guerra in Ucraina, ritrova finalmente un po' di serenità. La loro casa a Sumy (Суми, nella regione di Slobožanščyna) non c'è più perchè è stata bombardata e per tutti loro (papà Paolo, mamma Nadia e i loro nove figli) la salvezza è stato un furgoncino malandato che li ha portati fino in Italia, a Loiano, nel bolognese. Qui, una casa li ha già accolti e ai bambini più piccoli è bastato lo schermo della televisione e un cartone animato per dimenticare le luci e i rumori della guerra: adesso solo pennarelli e musiche allegre. 

E' stato il sindaco di Loiano Fabrizio Morganti insieme a Carla Ferrero, vicepresidente di Società Dolce, ad aprire le porte di "Casa di Lino" la palazzina da sei appartamenti di Società Dolce diventata CAS, centro di accoglienza straordinaria della Prefettura. Prima serviva per ospitare i familiari delle persone amputate che facevano riabilitazione a Casalino e adesso ecco che sarà la nuova casa per alcuni nuclei familiari che sono riusciti a fuggire dal conflitto Russia-Ucraina, mentre prosegue la raccolta di tutti i beni da spedire. Nei prossimi giorni sono attese altre tre famiglie composte dalle mamme e dai loro bambini, mentre gli uomini sono costretti a restare nel loro Paese per difenderlo. 

A papà Paolo la libertà di arrivare fino a qui è stata concessa in luce della sua numerosa famiglia: un neonato e altri otto figli fra bambini e ragazzi. L'uomo, che ha 48 anni, mostra tutto il percorso che hanno fatto su una cartina: Ucraina e Polonia, l'impossibilità di passare dall'Ungheria e poi ancora la Slovenia e finalmente l'Italia. Tutto d'un fiato. Adesso un po' di normalità: una casa, buon cibo, una grandissima famiglia acquisita. 

Famiglia ucraina in salvo a Loiano

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