Microcriminalità e degrado in Bolognina, Ara: "Precise aree critiche. Occorre rianimare gli spazi dopo il lockdown, ma servono anche più carabinieri"

Il presidente del quartiere Navile fa il punto dopo i diversi episodi di microcriminalità che hanno segnato le cronache degli ultimi giorni

Il recente episodio di incendio all'interno del cortile di alcune case

Un incendio di veicoli in un cortile di condominio, ripetuti danneggiamenti dei vetri delle auto, sovente per rubare solo pochi effetti personali, insieme a episodi di spaccio al dettaglio e bar spesso oggetti di chiusure e limitazioni degli orari per schiamazzi e inosservanza delle normative anti-covid.

Sembra vedere una recrudescenza il fenomeno microcriminalità nel quartiere Navile, con particolare riferimento al rione della Bolognina, già in passato a più riprese oggetto di discussione e interventi da parte di residenti, forze dell'ordine e comune per la gestione del fenomeno.

A fare il punto è Daniele Ara, presidente del quartiere: "Dopo il lockdown gli spazi lasciati liberi dai cittadini 'normali' vengono presi da chi commette illegalità. Purtroppo è diffuso il problema. E' chiaro che in alcuni punti precisi della Bolognina sono diventati luogo di spaccio e sappiamo che le forze dell'ordine si stanno riorganizzando per riprendere un lavoro che aveva dato buoni risultati negli anni". In più "l'amministrazione è impegnata a capire sugli orari di alcuni bar tre o quattro origine spesso di diversi problemi".

Sul fronte dei danneggiamenti alle auto "ora hanno individuato il responsabile ma ce ne potrebbe essere un altro in giro che stiamo cercando di capire, perché è un fenomeno seriale non si sa se è un problema legato a tossicodipendenza per ricerca di soldi oppure semplicemente psichiatrico, come succedeva con i piromani. Perché spesso spaccano senza rubare".

"Occorre rianimare gli spazi dopo il lockdown, ma servono anche più carabinieri"

La strada principale dell'amministrazione è quindi sul 'riempire il vuoto' lasciato dopo tre mesi di chiusura forzata e con forti limitazioni agli eventi pubblici. Esempio positivo in questo senso è dato dal Mercato Albani, una volta pesantemente luogo di spaccio al dettaglio, ora rivitalizzato con nuove attività. "Bisogna animare questi posti -continua Ara- perché se si lascia il deserto in 50 metri di strada poi è facile che venga occupato dalla disperazione". 

Del pari però si chiede "uno sforzo maggiore nel presidio e nell'indagare i fenomeni. In particolare credo che la caserma dei carabinieri della Bolognina otto persone su tre turni sian pochini. Speriamo che l'Arma riesca a rinforzare l'organico".

Vi è poi infine il tem dei luoghi dismessi: capannoni ed ex stabilimenti industriali, rifugio di senza fissa dimora, tossicodipendenti ma anche di spacciatori e sbandati. "Sono sempre meno questi luoghi, -afferma Ara- adesso ne abbiamo praticamente solo due: uno è l'ex Alstom di via di Corticella (dove stanno iniziando dei lavori) e lo stabile di via Bignardi (una delle ipotesi di nuova sede del fu Xm24, prima dello sgombero, ndr).

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"Su via Bignardi io continuo a chiedere alla proprietà di muoversi per denunciare l'occupazione abusiva da parte di un gruppo di soggetti. Sappiamo che quello è un 'focolaio' di disperazione poi pensiamo che in alcuni casi queste persone vadano anche aiutate, ma quelli sono quei punti che finché non li risolvi sono sempre attrattori di problemi".

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