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Eccellenza europea a Castel Maggiore: "Qui riportiamo in vita opere che sembrano perdute"

Viaggio nella Frati&Livi. Salvati qui anche i libri danneggiati dall'acqua a Venezia

 

A poco più di un mese dall'alluvione che il 12 novembre ha colpito Venezia, siamo andati a Castel Maggiore all’interno della Frati & Livi dove cura, passione e dedizione dànno nuova vita a libri e opere danneggiate, dall'acqua, come in questo caso, ma anche dall'usura del tempo o dalla cattiva conservazione. Un gioiello nostrano, eccellenza europea, un faro per il mondo dei beni culturali. Archivi di Stato, musei, fondazioni, biblioteche.

All'ingresso del laboratorio di Pietro Livi – titolare di quella che negli anni Settanta era nata come semplice legatoria – migliaia di libri, documenti e giornali, finiti sott'acqua il mese scorso a Venezia, sono stipati in container frigo. La temperatura gelida ammazza le muffe. Poi l'asciugatura, tramite liofilizzazione, grazie ad un impianto che nel giro di cinque giorni riesce ad asciugare venti metri lineari di carta, fino a 700 litri d'acqua.

"Nel giro di qualche mese tutto questo materiale sarà asciugato e pronto per tornare a casa – ci spiega – nel frattempo, sia per lavoro che per volontariato, ogni settimana si torna su a Venezia per valutare altri recuperi e restauri con la Sovrintendenza. Di lavoro ce n'è tanto – continua – ma per le emergenze e le calamità siamo sempre pronti".

Un lavoro, quello di Livi, che acquista ancora più valore ai tempi del digitale. "Vedere che qualcosa che sembrava perduto torna a vivere dà molta soddisfazione. La nostra missione – conclude – non è altro che consegnare alle generazioni future un patrimonio archivistico e librario migliore di quello che ci è stato lasciato".

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