Inchiesta morti Covid nelle Rsa: comitato parenti replica ad Amato: "Sue parole inopportune"

Il procuratore capo di Bologna era intervenuto durante un dibattito alla festa dell'unità, spiegando che fino a ora nulla di penalmente rilevante era emerso

I familiari delle vittime nelle Rsa dell'Emilia-Romagna vanno all'attacco del procuratore capo di Bologna, Giuseppe Amato, che nei giorni scorsi ha parlato delle indagini in corso sui decessi per covid degli anziani nelle strutture della città spiegando che "al momento non è emerso nulla di penalmente rilevante".

Parole che fanno infuriare Francesca Sanfelice, presidente in pectore del neonato comitato regionale dei familiari delle vittime, la cui istituzione sara' formalizzata nei prossimi giorni. E non è escluso che uno dei primi atti del nuovo comitato sia proprio un sit-in di protesta davanti alla Procura di Bologna.

"Devo confessare un chiaro senso di fastidio -critica Sanfelice- in pratica il numero uno della Procura ha ritenuto, a suo modo, di anticipare parte dell'esito delle indagini. Questo non ci piace affatto. Non è accettabile che il capo della Procura, ancora nel pieno delle indagini, esordisca con affermazioni che di fatto portano a conoscenza di tutti l'esito di indagini che dovrebbero (a questo punto il condizionale è d'obbligo) rimanere secretate fino al loro termine, gettando in pasto all'opinione pubblica affermazioni generiche".

La presidente del comitato critica Amato anche per aver rilasciato quelle dichiarazioni alla Festa dell'Unità di BOLOGNA. "L'averle esposte in pubblico a un evento dello schieramento politico che governa la città e l'intera regione suona molto di 'rassicurante'- afferma Sanfelice- se si fa attenzione all'inciso che il capo della Procura fa in ordine alla necessità di qualificare il covid-19 come un evento del tutto eccezionale da cui non si può prescindere".

Insomma, le parole di Amato non sono piaciute ai familiari "per i modi, per i tempi e per il luogo in cui tutto questo si è verificato. Non accettiamo anticipazioni di indagini dal tono unicamente giornalistico. Non sono le Feste dell'Unità le sedi competenti per valutazioni che devono trovare, semmai, la dignità delle aule giudiziarie".

I famigliari, aggiunge Sanfelice, "stanno vivendo con grandissima dignità il loro dolore e con fiducia nella giustizia, ma la giustizia rispetti le regole e si esprima nelle sedi opportune". Tra l'altro, aggiunge la presidente del comitato, "suonano minacciose le esternazioni sull'eccezionalità dell'evento, quasi a legittimare o quantomeno preparare l'opinione pubblica a probabili archiviazioni. Chi ha perso il proprio caro dentro queste strutture non accetta questa che sembra ormai una linea di ragionamento nella Procura di Bologna. Ci sono strutture che sono state in grado di gestire anche quello che viene definito 'imprevedibile' e 'inevitabile' e non si accetta che si vogliano sdoganare omissioni e incompetenze come situazioni inevitabili", conclude Sanfelice. (San/ Dire)

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