Coronavirus, tamponi al Maggiore: ostetrica e paziente positivi

Sospesi interventi non urgenti e in arrivo ospedali dedicati solo al covid-19

Dopo il caso di Urologia al Sant'Orsola, ora ci sono due casi positivi al Maggiore dove un’ostetrica ha contratto il virus ed è stata subito ricoverata nel reparto di Malattie infettive al Sant’Orsola. Oltre a lei, anche un paziente operato qualche giorno fa nello stesso ospedale.

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Gli operatori, infermieri e medici del Maggiore che hanno lavorato con l'ostetrica e con il paziente sono stati subito sottoposti a tampone, in totale una trentina al momento, e, come da prassi, sono in corso tutti gli approfondimenti per risalire alle persone che hanno avuto contatti con loro.

Stop Urologia una settimana

Queste novità si aggiungono a una situazione già delicata: ambulatori e attività di chirurgia ordinaria sono stati interrotti nel reparto di Urologia al Policlinico Sant'Orsola a causa di un paziente ricoverato trovato positivo al coronavirus. Una chiusura, ma non dell'intera unità operativa, disposta "a scopo precauzionale", spiega lo stesso ospedale, e che continuerà anche nei prossimi giorni. Una settimana, come prevede il commissario Sergio Venturi.

Garantita invece l'attività chirurgica urgente e indifferibile. La situazione, assicura il Policlinico, è costantemente monitorata e saranno adottate tutte le misure necessarie a tutela della salute dei pazienti ricoverati e degli operatori che hanno eseguito il tampone.

"Al Sant'Orsola - afferma Venturi - è accaduto che un paziente operato in urologia non avesse dichiarato di aver avuto un contatto stretto con una persona col coronavirus. Una volta operato, l'uomo è stato lì diversi giorni e quando ha sviluppato i sintomi dell'influenza, è stato sottoposto al tampone. Non si è chiuso il reparto per l'infezione dei degenti - ci tiene a precisare il commissario - nei giorni molto personale è passato in reparto e quindi dobbiamo aspettare almeno una settimana non per fare il tampone, che l'hanno già fatto tutti, ma di negatività al tampone per riprendere le attività". Dopodiché, Venturi ha aggiunto: "In questo momento dobbiamo fare i conti non solo con l'infezione, ma anche con casi come questi. Se uno non ha i sintomi, può sfuggire alla prima indagine che viene fatta". 

Stop operazioni programmate

Da lunediì 9 marzo sarà sospesa tutta l'attività chirurgica programmata e non urgente del Policlinico di S.Orsola e degli ospedali dell'Azienda Usl di Bologna. Sempre garantiti gli interventi oncologici e le urgenze chirurgiche. La misura straordinaria si è resa necessaria per liberare risorse da destinare alle terapie intensive e in questo modo potenziarle tanto per quanto riguarda i posti letto che per quanto attiene al personale.

Così sarà possibile alleggerire il carico di attività che oggi grava sugli ospedali del piacentino a causa dei numerosi ricoveri e al contempo predisporre soluzioni adeguate ad un eventuale aumento dei ricoveri nel nostro territorio. È consigliabile se non strettamente necessario evitare di accedere ai servizi sanitari anche per prestazioni programmate ambulatoriali. Non sarà applicata la sanzione per le mancate disdette. 

Ospedali ad hoc Covid-19

L'Emilia-Romagna istituirà ospedali ad hoc per curare solo i malati da coronavirus. E in altre strutture saranno concentrate le attività chirurgiche programmate, mentre a tutte le aziende sanitarie sarà chiesto di rinviare tutti gli interventi non urgenti. "Abbiamo predisposto il piano per gli ospedali, a breve lo pubblicheremo - spiega Venturi - alcuni si specializzeranno e per un po' diventeranno solo per il covid-19. Ne abbiamo già a Piacenza, altri sono in via di studio".

Si tratterà in particolare di "piccoli ospedali", che "possono essere utilizzati per questo" spostando le attività altrove. Allo stesso tempo, ad esempio, altri ospedali saranno utilizzati "solo per interventi chirurgici programmati". In altre parole, spiega Venturi, "differenziamo i servizi sanitari per far fronte alla situazione".

Nel complesso, aggiunge il commissario, "stiamo potenziando ovunque gli ospedali: dove abbiamo spazi li occupiamo, come a Modena e a Rimini. E dove non li abbiamo, stiamo facendo accordi con il privato accreditato". In ogni caso, ci tiene a ribadire Venturi, "oggi tutti sono curati nel luogo migliore: nessuno è in un posto inferiore per qualità".

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