Passante, comitato del 'No': "Città affetta da asfaltomania, immediata sospensione dei lavori"

Domani la prima assemblea pubblica organizzata dal Comune di Bologna. Il comitato rema contro: "I cittadini coinvolti solo dopo che la decisione è stata presa? Bisogna vagliare tutte le soluzioni possibili tenendo conto della nostra salute"

La patata bollente del passante di mezzo scotta oggi più che mai. Domani la prima assemblea pubblica sull'argomento organizzata dal Comune di Bologna e oggi la conferenza stampa del comitato per il no: "Peccato che la partecipazione del pubblico debba avvenire sin dalle fasi iniziali del processo, ossia quando tutte le alternative sono ancora praticabili per avere un'influenza effettiva sulla scelta finale. Tali norme, evidentemente, non valgono per i cittadini di Bologna ai quali è stato chiaramente detto che il progetto si farà e basta". 

L'incontro con la stampa, avvenuto nella Sala del Quartiere San Donato-San Vitale "Vinka Kitarovic" sono state illustrate le ragioni dell'opposizione al progetto, sia in termini di "merito” che di “metodo” attraverso gli interventi del professor Rodolfo Lewansky dell’Università di Bologna e l’ex Assessore della Regione Emilia-Romagna l’Architetto (ed ex assessore all'urbanistica) Pier Luigi Cervellati. 

A BOLOGNA SI FA IL CONTRARIO RISPETTO AL RESTO DEL MONDO. Giovanni Nespoli, il coordinatore del comitato ha sottolineato in apertura come: "Mentre in tutto il mondo si lavora per liberare i grandi centri urbani dalla presenza ingombrante di grandi infrastrutture come le autostrade (vedi Venezia e Lione), che contribuiscono pesantemente all’inquinamento dell’aria, a Bologna si fa il contrario e si arriva a progettare l’ampliamento in sede di quello che, a ragione, viene considerato come uno dei gangli vitali dell’intera rete autostradale nazionale". 

"Nonostante le obiezioni da più parti mosse al progetto, il Comune di Bologna è comunque intenzionato a proseguire per la sua strada e dal 7 settembre darà il via a quello che, molto ambiziosamente, definisce “confronto pubblico” e che avrebbe il compito di far conoscere ai cittadini i dettagli del progetto e di raccogliere eventuali proposte volte a migliorare l’inserimento paesaggistico dell’opera o a ridurne l’impatto ambientale". Il comitato per il no al passante di mezzo propone invece un concorso internazionale di idee, un confronto pubblico sì, ma fatto secondo il modello europeo insomma. 

"Chiediamo che venga sospeso l'effetto dell'accordo del 14 aprile scorso (tra Comune, Regione e Ministero dei Trasporti) chiediamo una revisione e un aggiornamento degli atti - spiega Nespoli -  Il processo così progettato sia contrario a tutto quanto è previsto da Convenzioni Internazionali e Direttive Europee in materia di partecipazione dei cittadini ai processi decisionali che riguardano opere con particolare rilevanza dal punto di vista ambientale. 

Pier Luigi Cervellati ha diagnosticato alla città di Bologna uno strano morbo: "La nostra città  è affetta da asfaltomania. Non si guarda a quello che avviene nelle altre aree metropolitane e l'assessore Colombo si è limitato in questi anni a una pedonalizzazione a singhiozzo, senza alla mobilità dei quartieri, un approccio 'bolognacentrico' in contrasto con l'idea di città metropolitana. Pensiamo che quando l'amministrazione Dozza decise di procedere con tangenziale e autostrada si contava un'auto ogni 23 abitanti. Adesso le cose stanno ben diversamente". 

Il professor Lewansky ha sottolineato l'importanza dei tempi in tutti questi passaggi: "Ho cercato di dialogare con l'amministrazione e con l'attuale assessore alla mobilità Irene Priolo per mesi, ma senza successo. mi viene in mente un articolo del 4 marzo 2014 (già campagna elettorale) nel quale Virginio Merola parla di una democrazia partecipativa costituita da un centinaio di cittadini chiamati a un confronto sui temi più sentiti. Che fine ja fatto questo progetto? Il dibattito pubblico, tengo a ricordare, ha delle procedure normate". E domani sera, in occasione dell'assemblea "ufficiale" probabilmente il Comitato per il No farà sentire le proprie ragioni. 


 

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