Piazzola, taglio bancarelle. "Io, 15 anni allo stesso banchetto, ma ora dovrò andare via”

Approvata la delibera che prevede il taglio di 50 bancarelle. Si inizia a Gennio 2017. Lepore: "o si cambia o il mercato muore". I commercianti ambulanti interrompono due volte il consiglio comunale.

«Sono in Piazzola da 15 anni, ma nel 2017 forse dovrò andare via». E’ il commento laconico Roberto Zugheri, commerciante di giacche 47enne di stanza in piazzola, alla bancarella all’angolo tra via Irnerio e piazza Otto Agosto, lato est. Quella di Roberto è una delle postazioni che il Comune ha deciso di tagliare a partire dal prossimo anno, una sforbiciata sulla quale si è acceso un intenso dibattito tra le forze politiche cittadine. Lo scopo di base sarebbe di sfoltire le bancarelle, per garantire più sicurezza, e più stabilita, scoraggiando il mercato degli affitti di postazioni. Tutti cambiamenti indigesti ai commercianti ambulanti, che si sentono franare il terreno sotto ai piedi. E’ il caso di Roberto, che ha acquistato diversi anni fa una postazione tra le più visibili di tutto il mercato, quelle all’angolo con i portici di via Irnerio. «Sono qui dal 2003, e ho sempre venduto lo stesso prodotto» commenta Zugheri. Si sente parte integrante della piazzola «ma ora la mia postazione verrà tagliata, bisogna ritornare a bando, e non so se otterrò abbastanza punteggio per una postazione accettabile».

Nei fatti a gennaio 2017 tutta l’area mercatale andrà a bando, con 50 concessioni in meno e regole punitive verso le attività mordi-e-fuggi, bancarelle che stanno in piedi solo per pochi mesi. Quella di Roberto non è tra queste, ma lui non è sereno lo stesso: «E chi mi dice che gli stessi che affittano per tre mesi non riescano ad ottenere un punteggio più alto? Dopotutto, è la mia postazione che se ne va, e io ne ho una, diversamente dagli speculatori, che ne hanno tante». Secondo quanto si apprende, l’assessore Matteo Lepore sta pensando a dei correttivi proprio per scongiurare timori simili. Intanto, in aula, lunedì è andata in scena la tumultuosa approvazione della delibera che da eseguibilità al nuovo progetto di piazzola. La delibera è passata ma la seduta è stata sospesa due volte: i commercianti hanno urlato e picchiato con le mani sulle sedie e sulle balaustre di legno dell'aula di Palazzo D''Accursio, tanto da impedire ai consiglieri di parlare persino al microfono.

«Non assumersi la responsabilità oggi di cambiare la Piazzola, anche prendendosi dei fischi e delle urla, significa dichiarare la morte del mercato» ha chiosato in aula consiliare Lepore, ribadendo la disponibilità a «ricollocare» chi resterà fuori dalla Piazzola, ma non tutti. Se si tratta di figure che «speculano sul mercato, è giusto che rimangano fuori» chiude il giovane assessore. Del tutto opposta la visione dei commercianti: «Invece di stare dietro la scrivania venite in Piazzola con noi», hanno urlato i commercianti, fischiando le parole del capogruppo Mazzanti e dandogli del “buffone”. Poco dopo, concluse le dichiarazioni, in aula si e'' presentato anche il sindaco Virginio Merola cosi'' da aggiungere il proprio consenso a quello del gruppo.

Sulla vicenda si sono pronunciate anche le associazioni di categoria. Ascom si dice soddisfatta dell’ultima commissione, e auspica un possibile recupero dei posti tagliati, mentre per Confesercenti i nuovi criteri “sono perfino peggiorativi” perché “si rischia di colpire chi ha lavorato lì per una vita, e non gli speculatori”. Una soluzione potrebbe arrivare dallo spostamento di parte del mercato in piazza XX settembre oppure nel cerchio della Montagnola. Roberto però non vuole saperne di spostarsi. «Per gli ambulanti è così, sono conosciuto anche per via di dove sto con la roba» esclama. Spostarsi? «Neanche per idea, piuttosto me ne vado da Bologna».

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