Cronaca

Ateneo: oltre 30mila euro di viaggi pagati al professore, chiesto risarcimento

Gran parte della cifra sarebbe stata intascata, senza averne diritto secondo la Procura regionale della Corte dei conti che ora chiede al docente di restituire il denaro

Tra il settembre del 2010 e lo stesso mese del 2014 avrebbe incassato, senza averne diritto, 36.254 euro di rimborsi per andare e tornare da Reggio Emilia, dove risiede, a Bologna, dove ricopre il ruolo di direttore dell'Azienda agricola dell'Università (Aub). Ma in realtà gli sarebbero spettati, in quel periodo di tempo, poco più di 1.000 euro per ripagarsi i viaggi da Reggio alle sedi distaccate dell'Ateneo. È l'ipotesi della Procura regionale della Corte dei conti che ora chiede al docente Piero Augusto Nasuelli di restituire gran parte di quella cifra, esattamente 26.254 euro; inoltre ai suoi colleghi all'epoca componenti del Comitato dell'Aub, che gli accordarono quei rimborsi, viene chiesto di risarcire i restanti 10.000 euro, dividendo in parti uguali la spesa.

Secondo la Procura, il problema risiede nel fatto che "nessun dipendente pubblico, se lavora in una città diversa da quella in cui risiede, può chiedere che gli siano rimborsati i viaggi fatti per andare al lavoro, e questo vale anche per Nasuelli". E non varrebbe neanche sostenere, come fa la difesa, che dal 1995 al 2015 la sede operativa del docente fosse Reggio Emilia, dove Nasuelli svolgeva attività didattica e di ricerca (e dove erano indirizzati i cedolini degli stipendi). Infatti, sostiene il procuratore Antonio Nenna, "la sua sede operativa, come direttore dell'Aub, era Bologna, motivo per cui non aveva diritto a chiedere alcun rimborso".

Tra l'altro, aggiunge il magistrato, gli stessi componenti del Comitato hanno ammesso di "aver deciso in autonomia di accordargli quei soldi, visto che l'indennità' prevista per l'incarico era di appena 375 euro al mese".
Qui si pone un secondo problema, vale a dire che i giudici dovranno stabilire se il Comitato poteva deliberare autonomamente l'erogazione dei rimborsi oppure no. Per la Procura la risposta è ''no'', dal momento che, "tralasciando il fatto che, in realtà, si trattava di un'ulteriore indennità mascherata da rimborso, solo l'Ateneo poteva decidere se accordare o meno quei soldi".

Di tutt'altro avviso i legali dei docenti, secondo cui "i rimborsi erano dovuti, perchè la sede operativa di Nasuelli era Reggio, almeno fino al 2013, quando l'Ateneo lo ''trasferì'' ufficialmente, senza mai comunicarglielo, a Bologna", e l'Aub "non sarebbe equiparabile agli altri Dipartimenti, in quanto è una struttura speciale con piena autonomia amministrativa e contabile". Inoltre, la difesa contesta anche l'affermazione della Procura secondo cui "Nasuelli non avrebbe chiesto l'autorizzazione a spostarsi con la propria auto, necessaria in base al Regolamento sulla mobilità intra-Ateneo del 2011", perchè "la sua è una carica onoraria, e non rientra nel Regolamento". Per queste ragioni, e per il fatto che "le norme in materia sono molto complesse", i difensori chiedono l'assoluzione dei loro assistiti, o un forte sconto sui 36.254 euro chiesti dalla Procura, che invece conferma le proprie richieste, accusando Nasuelli di "colpa gravissima e inescusabile ignoranza delle norme", e i suoi colleghi di "responsabilità amministrativa", aggiungendo, tra l'altro, che la riunione in cui si deliberarono i rimborsi era viziata da "conflitto di interessi", vista la presenza di Nasuelli. Ora la palla passa ai giudici, che hanno 30 giorni di tempo per decidere. (agenzia Dire)

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