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Cronaca Gaggio Montano

Saeco, dramma lavoratori: 'Rischiamo 2 licenziamenti in famiglia, abbiamo figli a cui pensare'

"In quasi ogni famiglia di questa fetta di Appennino ci sono uno o due lavoratori Saeco": per questa ragione il numero di esuberi annunciati da Philips spaventa ancor di più, non solo i diretti interessati, ma tutta la comunità. 243 rischiano il posto, le loro storie

E' una grande famiglia quella dei lavoratori Saeco, che nella maggior parte dei casi condividono non solo il luogo di lavoro, ma anche lo stesso territorio, gli stessi luoghi di aggregazione, gli stessi supermercati: e in questi giorni condividono anche una battaglia, quella per salvare gli oltre 240 esuberi annunciati dalla Philips, multinazionale che ha assorbito l'azienda storica di Gaggio Montano. 

"Anche oggi siamo qui, fuori dai cancelli, in un clima di attesa - racconta Donatella Filippini, 46enne che da ben 27 anni è dipendente della Saeco - in attesa del tavolo di questo pomeriggio in Regione, dal quale però non mi aspetto grandi cose: credo infatti ci sia bisogno di un intervento delle istituzioni e della politica dei piani più alti. Per questo alcuni di noi hanno scritto a Matteo Renzi, che però non ci ha ancora risposto".

Una lettera indirizzata al premier è stata infatti inviata via mail sabato mattina da Ilaria Mucci e Alessandro Albanelli (marito e moglie, entrambi dipendenti dell'azienda in crisi), che però non ha avuto ancora alcun riscontro: "Fra mai e subito c'è una via di mezzo. Saeco è nata 30 anni fa e nel 2009 è stata acquisita da Philips: dopo 6 anni ci ritroviamo a vedere come le nostre speranze si vadano via via sgretolando...l'annuncio di questo numero incredibile di esuberi rappresenterebbe un dimezzamento della forza lavoro (243 su 558). 'Piano di Ristrutturazione' è la definizione utilizzata dalla Direzione per descrivere questa situazione, tramite un comunicato aziendale uscito poco prima dello scioglimento della riunione management/organizzazioni sindacali avvenuta lo scorso 26 novembre presso la sede di Unindustria a Bologna. 'Si tratta di una decisione basata sull'andamento del mercato presa dal management Saeco e non un riflesso della capacità o professionalità del team locale': come è possibile parlare di crisi del mercato del caffè, se la piattaforma Philips Saeco situata in Romania produce attualmente circa 400.000 macchine all'anno contro le 100.000 annue di Gaggio Montano? 

Ilaria Mucci, impiegata da 13 anni alla Saeco e sposata con Alessandro Albanelli (da 4 anni dipendente dell'azienda di Gaggio Montano) è in attesa di una risposta del presidente del consiglio, mentre lamenta un interesse mediatico solo locale: "La stampa nazionale non ha parlato della Saeco, quando invece ha parlato di tante altre aziende più piccole in varie occasioni: bisogna riflettere sul fatto che in questa zona ci siano almeno uno o due lavoratori Saeco per ogni famiglia. Per quando mi riguarda spero che uno dei due possa salvare il proprio posto di lavoro, abbiamo una figlia a cui pensare, noi come tanti altri genitori. Speriamo di incontrare presto a Roma il ministro Guidi, sono certa che l'unica cosa che si possa fare derivi da una decisione del Governo". 

Un'altra "coppia-Saeco" è quella composta da Annarita Bortoli e marito, lei in azienda da 24 anni, lui da 26: "Per noi quest'azienda è praticamente una seconda casa. Abbiamo sempre lavorato con un grande senso di responsabilità e adesso è davvero brutto pensare che forse non sia servita a molto questa dedizione. Credo che Philips non possa tornare sui suoi passi, anche se la speranza è che i numeri degli esuberi non rimangano così alti. Abbiamo una bimba di 8 anni e non vogliamo finire sotto un ponte: uno dei due, io o mio marito, dobbiamo veder salvo il nostro posto, altrimenti le cose diventano gravi". E la 'montagna' è a rischio spospolamento: "Le altre aziende della zona sono messe peggio di noi. Anche i commercianti sono preoccupati: se tutti ci spostassimo crollerebbe l'economia locale". 

Ci lavora da 26 alla Saeco Andrea Ramazzotti, il quale racconta che "Quello che potevamo fare lo stiamo facendo. Ci stiamo facendo sentire e stiamo spiegando perchè così non va, ma sappiamo che solo la politica, quelle alta, potrà cambiare qualcosa. Ed è una cosa che speriamo succeda". 

Lavoratori in presidio alla Saeco di Gaggio

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