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Scontri all'Unibo, collettivi: 'Altri i delinquenti. A casa classe politica illegittima'

Tafferugli in occasione della visita del Ministro Madia. Dura ammonizione da parte dell'amministrazione, i collettivi replicano con immagini di manganellate e si scagliano vs sindaco, procura e "una classe politica ormai illegittima"

Sono "teppisti, piccoli gruppi di violenti" che "vanno repressi". Così il sindaco parla dei collettivi che venerdì scorso si sono resi protagonisti degli scontri in Ateneo, in occasione della visita del ministro Marianna Madia all'inaugurazione dell'anno della Spisa, in via Belmeloro. Non ha dunque usato giri di parole il sindaco Virginio Merola, invocando il pugno duro contro gli attivisti dei collettivi sottolineando che "non è assolutamente possibile che continuino a essere denunciati e continuino a essere a piede libero".

Il muso duro contro gli attivisti, da parte del Comune e della Procura, ha scatenato controaccuse infuocate. I collettivi si scagliano contro il sindaco, il procuratore aggiunto Valter Giovannnini e il questore Vincenzo Stingone, ma anche e soprattutto contro una classe politica ormai "illegittima", anche alla luce del "crollo verticale" dell'affluenza durante le ultime regionali in Emilia-Romagna. La delinquenza vera, è insomma il loro leit-motiv, va cercata altrove. "Continueremo a lottare per mandarli tutti a casa", è la promessa dei collettivi.

SCONTRI DURANTE LA VISITA DEL MINISTRO MADIA. La reazione degli 'antagonisti' arriva oggi, convocata una conferenza stampa, hanno proiettato il filmato degli scontri avvenuti davanti alla Spisa venerdì scorso durante la cerimonia col ministro Marianna Madia.
Parla anche Giulia, la ragazza ferita al polso in quell'occasione. "Fa sorridere l'associazione a delinquere. Siamo nel paese di Mafia Capitale e nella Regione dove si rubano i soldi dei cittadini per comprare sex toys. Io studio a Giurisprudenza, pago le tasse universitarie e quel giorno mi è stato proibito di entrare". Luigi definisce "gravi e offensive le accuse di teppismo" da parte di Merola. "Tutte le cose che facciamo le facciamo alla luce del sole. Chi sono i veri delinquenti? In questo paese c'è una corruzione strutturale".
Ada, di Tpo e Labas, parla di "dichiarazioni pericolose" da parte della Procura e denuncia una "criminalizzazione del dissenso". Ma anche lei insiste sulla "illegittimità di questa classe politica", che è "scollegata" dalla realtà sociale. Quanto a Madia, nel giorno dello sciopero generale "si è permessa di venire a Bologna a presenziare ad un convegno e alle studentesse non è permesso di andare a contestarla. Quello era un evento pubblico. Eravamo in fila per entrare e la reazione è stata impugnare manganelli". (agenzia Dire)

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