Scuola superiore, il 7 gennaio protesta a Bologna: "Non possiamo più accettare di essere presi in giro"

Si è deciso di "prolungare la didattica a distanza al 100%, comunicandolo a famiglie, studenti e docenti a soli due giorni dalla data prevista per la riapertura"

Presidi ai Licei Galvani, Righi (succursale Tolmino e sede viale Pepoli), Minghetti (sede), Copernico e Fermi il 7 gennaio, giorno dell'annunciata riapertura delle scuole superiori, in seguito slittata all'11. A lanciare la mobilitazione "Priorità alla Scuola Bologna": appuntamento alle 8.15 con studenti, famiglie e docenti "per chiedere la riapertura delle scuole superiori e l’avvio di uno screening programmato e periodico per tutta la popolazione scolastica", si legge nella nota. 

Scuola, l'Emilia-Romagna pronta a ripartire l'11 gennaio

"Come purtroppo era largamente prevedibile, il governo e gli amministratori locali hanno deciso di prolungare la didattica a distanza al 100% - comunicandolo a famiglie, studenti e docenti a soli due giorni dalla data prevista per la riapertura delle scuole superiori - scrive Priorità alla Scuola Bologna - e questo nonostante il presidente della Regione Emilia Romagna avesse a più riprese dichiarato che il potenziamento dei trasporti e del tracciamento avrebbero consentito di rientrare in classe – in presenza e in sicurezza - addirittura al 75 per cento".

La Regione aveva annunciato infatti il piano per la riapertura del 7 gennaio per ogni provincia, con mezzi di trasporto aggiuntivi e orari di ingresso scaglionati negli istituti. 

"Non possiamo più accettare di essere presi in giro - continuano dal collettivo - pur nella consapevolezza della gravità della situazione, non siamo disposti a permettere che la Dad al 100% sia prolungata sino a Pasqua o, peggio ancora, sino alla fine dell’anno scolastico. Come tutti gli studi scientifici più accreditati hanno dimostrato, la scuola non è un luogo prioritario di contagio e la chiusura delle scuole – a meno che non sia accompagnata da un lockdown totale – è una misura che non ha nessuna efficacia per il contenimento della pandemia. I danni cognitivi, psico-fisici e socio-economici provocati dal protrarsi della didattica a distanza rischiano invece di essere gravi e irreparabili". 

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