Tamponi alle badanti in rientro dall'estero, botta e risposta tra sindacati e Regione

Per Cgil, Cisl e Uil si poteva fare prima: "Servono focolai perché la regione si svegli?". La replica: "Disponibile a incontrarvi, ma quarantena e isolamento già in vigore per chi arriva da fuori Shenghen"

"Servono focolai perché la Regione si svegli?", Non ci stanno i sindacati, dopo che la Regione ha ufficializzato l'avvio di un programma volontario di tamponi alle figure di assistenza domiciliare di rentro dall'estero (le badanti, ndr).

Così, in un comunicato congiunto dai toni duri Cgil, Cisl e Uil puntano i piedi. "Apprendiamo dalla stampa che la Regione Emilia-Romagna ha deciso ieri di effettuare tamponi gratuiti per le assistenti familiari in rientro dall'estero" si legge nella nota ma "come mai la Regione allora ha sottovalutato il problema e non ha accolto quello i rappresentanti di lavoratori e famiglie, proponevano?".

I sindacati sentono di essere stait di fatto esclusi dal processo decisionale. "Oggi (ieri per chi legge, ndr) avrebbe dovuto esserci un confronto sindacale con l'Assessorato alla Sanità per trovare una soluzione al fine di dare garanzie alle assistenti familiari e alle famiglie degli anziani. Confronto assolutamente inutile dato che per questa Regione e per questo assessorato è meglio procedere e decidere da soli senza confronto limitandosi alla semplice informazione successiva. La Regione del Patto per il Lavoro era e crediamo sia ancora la Regione del confronto preventivo e non delle decisioni unilaterali e della disintermediazione. Ma servono azioni coerenti da parte di tutti gli assessorati soprattutto da parte di quello che dovrebbe agire a tutela della salute della popolazione della nostra regione" si chiedono Cgil, Cisl e Uil, con evidente riferimento al titolare della salute Raffaele Donini.

L'assessore replica a stretto giro, a mezzo comunicato stampa: “Spero che l’incontro con i sindacati abbia luogo" e che si possano discutere "i dettagli organizzativi della gestione della quarantena prevista per le assistenti familiari rientranti dall’estero". 

Allo stesso tempo Donini però ribatte che i dpcm del governo e le ordinanze Bonaccini avevano già disciplinato il tema dei rientri dall'estero. Per esempio nel dpcm dell'11 giugno si stabilisce che ‘chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre’, tra le altre cose, è tenuto ad indicare l’indirizzo completo dell’abitazione e della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario.

Anche l'ordinanza Bonaccini del 13 luglio -sottolinea sempre Donini- ha disposto l'isolamento fiduciario chi rientra "in Italia da Paesi extra Schengen, con l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria: in questi casi, infatti, i Dipartimenti di Sanità Pubblica effettuano un tampone naso-faringeo per la ricerca di SARS-Cov-2 all’arrivo dei soggetti e, se negativi, un secondo tampone a distanza di 7 giorni, e comunque prima della conclusione dell’isolamento fiduciario”.

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“Non c’è mai stata alcuna sottovalutazione quindi- ribadisce l’assessore-. Al contrario, quello dei rientri dall’estero è un tema che è stato sempre tra le priorità nella gestione dell’emergenza. Anzi, la quasi totalità dei casi positivi riscontati in coloro che rientrano  dall’estero si è verificata già in isolamento domiciliare ed è frutto dell’importante azione di contact tracing svolta sul territorio”, conclude.

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