Unibo, il test di inglese è troppo difficile: 'Laureandi 'bloccati' da quell'esame'

A denunciare la situazione il garante dei diritti degli studenti Scutellari, nella sua relazione annuale

In ogni corso di laurea c'è un esame che per gli studenti è una vera 'bestia nera' da affrontare: chimica, anatomia, procedura civile o penale, analisi, grammatica latina. Ma a quanto pare, è superare la prova di idoneità in inglese la vera montagna da scalare prima di laurearsi all'Alma Mater di Bologna.

A sollevare il problema è il Garante degli studenti dell'Ateneo felsineo, Francesco Scutellari, nel rapporto sull'attività svolta nel 2018 presentato oggi in Senato accademico. Il Garante invita infatti l'Ateneo a "valutare e approfondire ulteriori soluzioni per rendere meno ostica la prova di idoneità linguistica in inglese, che rappresenta ancora per numerosi studenti un ostacolo assai difficile da superare, con evidenti conseguenze pregiudizievoli in termini economici e di tempo".

Il problema era stato segnalato anche negli anni precedenti: molti studenti, "in prossimità della laurea e pur avendo superato tutti o quasi gli esami del proprio corso", si sono bloccati perché "non sono riusciti a superare la prova di idoneità linguistica". La situazione nel 2018 "è migliorata" rispetto all'anno scorso, concede Scutellari, ma "sarebbe opportuno che gli organi accademici valutassero una revisione in modo organico delle politiche linguistiche d'Ateneo e venissero rivisti e graduati, a seconda delle esigenze dei vari corsi di laurea, i criteri in base a cui chiedere un tipo o l'altro di idoneità linguistica".

Il Garante richiama poi all'ordine i docenti dell'Alma Mater anche su altre due questioni: il rifiuto da parte dello studente del voto all'esame, che non può essere impedito; e la copia della prova scritta, che non può essere negata. Diversi studenti, riferisce il Garante, hanno denunciato "l'indisponibilità da parte di molti docenti di rilasciare copia dell'elaborato", per potersi rendere conto degli errori commessi all'esame. "Tale atteggiamento- censura Scutellari- contraddice il diritto all'accesso degli atti amministrativi". Per questo, si ribadisce "l'obbligo per tutti i docenti di mettere a disposizione degli studenti gli elaborati delle prove scritte, affinché possano prenderne non solo visione ma anche estrarne copia. Ciò anche al fine di evitare eventuali contenziosi". Allo stesso modo, il Garante ricorda che non puo' essere impedito allo studente di rifiutare un voto all'esame.

Gli organi accademici "chiariscano a tutti i docenti che non è condivisibile un'interpretazione restrittiva, data da alcuni, secondo cui il rifiuto può essere concesso al massimo una volta sola". Scutellari punta poi il dito contro la pratica del "salto d'appello". Ovvero, impedire a uno studente bocciato di ripetere l'esame nella stessa sessione. Una prassi "gravemente lesiva dei diritti degli studenti", da cui "astenersi". Il Garante infine si raccomanda di "non far sostenere gli esami a studenti privi dei requisiti, con riserva di verbalizzare il voto in un secondo momento". Oltre a violare il Regolamento d'Ateneo, infatti, che stabilisce in cinque giorni il termine per verbalizzare il voto, questo comportamento "potrebbe costituire un illecito penale, qualora l'esame venga registrato con una data diversa da quella effettiva, e un illecito disciplinare". L'anno scorso sul tavolo del Garante sono arrivate 430 istanze da parte degli studenti, più del doppio rispetto a quelle del 2017 (furono 206): quelle accolte sono state 109, 225 le richieste respinte. Il Senato accademico ha rinnovato l'incarico a Scutellari fino al 2021. (San/ Dire)

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