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Università | Occupazioni e degrado, blitz del Cua a Lettere: 'Si è superato il limite'

Sulla "situazione di degrado che da tempo si protrae nei locali di via Zamboni 36 e 38", si doveva discutere durante un incontro organizzato dall'Ateneo, ma il blitz del collettivo ha mandato tutto a monte. Cua si difende: "Altro che libertà di espressione" e chiede "Spazio agli studenti"

Blitz del collettivo Cua ieri pomeriggio a Lettere, dove era in corso il Consiglio della Scuola in seduta congiunta col Comitato scientifico della Biblioteca di discipline umanistiche dell'Alma Mater di Bologna, per discutere proprio delle continue occupazioni del collettivo in via Zamboni 36 e 38. L'incontro, fa sapere l'Ateneo in una nota, "non si è potuto svolgere per l'arrivo di esponenti del Cua che, non invitati, hanno impedito il regolare andamento dei lavori". E ora, "vista la gravità dei fatti", l'Ateneo potrebbe scegliere di usare il pugno duro con il collettivo.

La Scuola di Lettere e la Biblioteca, infatti, "si riservano di intraprendere le piu' appropriate azioni legali mirate non solo a garantire in futuro il regolare svolgersi delle attività accademiche, ma anche a risolvere definitivamente un problema che non solo ipoteca le attività di studio e di ricerca di Ateneo, ma che rappresenta una vergogna per tutta la città".

OCCUPAZIONI E DEGRADO. La riunione del Consiglio era stata convocata proprio per discutere della "situazione di degrado che da tempo si protrae nei locali di via Zamboni 36 e 38, che conoscono una quotidiana occupazione da parte del collettivo stesso nelle ore diurne e notturne, con serio pregiudizio delle attrezzature e degli arredi, nonchè con conseguenze intollerabili rispetto all'igienicità e alla funzionalità dei luoghi, cui si aggiunge il costante disagio del personale tutto". Il preside di Lettere, Costantino Marmo, e la presidente del comitato scientifico della biblioteca, Francesca Tomasi, spiegano che questa situazione "comporta non soltanto ostacoli per lo svolgimento delle ordinarie attività accademiche, ma anche un aumento incontrollato dei costi di manutenzione dei locali stessi". Inoltre, ci sarebbero "seri rischi per la sicurezza non solo del personale che opera in quelle sedi, ma degli studenti e degli stessi occupanti. 

LA REPLICA DEL CUA. Il vertice in programma a Lettere tra il Consiglio della Scuola e la Biblioteca di discipline umanistiche era "una chiara provocazione" nei confronti della settimana di autogestione lanciata in via Zamboni 38 con la campagna "Spazio agli studenti". Per questo il Cua si è presentato nell'aula 3, interrompendo la riunione e chiedendo di poter partecipare leggendo un documento. E' lo stesso collettivo a riferirlo, sui social network. Il Consiglio della Scuola di Lettere avrebbe dovuto discutere del "problema delle occupazioni studentesche". Un incontro che, appunto, è stato visto dal Cua come "una chiara provocazione. Un vero e proprio attacco ai percorsi politici, culturali e di autogestione che gli studenti stanno costruendo all'interno degli spazi universitari". La richiesta di partecipare alla riunione, riferisce il collettivo, è stata però respinta. "Il presidente Costantino Marmo ha deciso di interrompere e annullare l'assemblea- fa sapere il Cua- alla faccia della tanto millantata libertà di espressione. Il sottrarsi, da parte di Marmo e del Consiglio, a un confronto con le istanze che volevano essere portate in quella sede rappresenta un segnale chiaro di come si voglia trattare la questione: erigere muri e ignorare i bisogni e la voce degli studenti". Per questo, il collettivo ha occupato la stessa aula 3 e ha pianificato un''assemblea pubblica per lunedì prossimo, 16 febbraio, per discutere appunto delle "problematiche degli spazi al 38 e 36" di via Zamboni.

DURO IL RETTORE. "Il comportamento del CUA, che ha impedito il regolare svolgimento del Consiglio, dimostra che nella sedi universitarie di via Zamboni 36 e 38, si è superato il livello di guardia." Così il Rettore dell'Ateneo, Ivano Dionigi, che sottolinea: "Colpisce soprattutto il fatto che un ristretto gruppo di giovani impedisca il regolare svolgimento della vita istituzionale e da lungo tempo metta in seria difficoltà il personale docente e tecnico amministrativo nella loro attività lavorativa."
Il Rettore stigmatizza l’azione" prevaricatrice e illegale del Collettivo", tornando a ribadire che "l’uso degli spazi universitari deve avvenire nel rispetto delle regole e confida nella piena collaborazione delle Istituzioni preposte alla tutela della legalità e dell’ordine pubblico".

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