LaPerla, l’amministrazione vola in Polonia: 'Come fossimo un call-center'

Taglio dei dipendenti degli uffici amministrativi. A fine agosto i rappresentanti dell'azienda polacca "scenderanno" a Bologna per l'affiancamento e il passaggio di consegne

E’ ancora una volta stato di agitazione per il lavoratori del gruppo LaPerla, il marchio bolognese di lingerie di lusso nato negli anni 50 per volere di Ada Masotti. Si prevedono "riorganizzazioni" e mercoledì scorso è stata annunciata la delocalizzazione di parte degli uffici amministrativi nientemeno che in Polonia.

Ieri mattina davanti alla storica sede di Via Mattei si è svolto un presidio e da quanto si apprende da fonti sindacali il tavolo di confronto è in fase di stallo, prossimo incontro martedì 26 luglio. 

"Come fossimo un call center - dice a Bologna Today una delle impiegate che preferisce l'anonimato e che già conosce il proprio destino lavorativo - probabilmente il titolare ha pensato di applicare in azienda la sua esperienza nelle telecomunicazioni", ironizza riferendosi a Silvio Scaglia, fondatore di Fastweb "e i sindacati cosa fanno? Da fine agosto dovremo spiegare ai polacchi il nostro lavoro perchè i dirigenti non sono in grado". 

In pratica i dipendenti degli uffici amministrativi si ridurrebbero da 24 a 13 e al ritorno dalle ferie estive i rappresentanti dell'azienda polacca "scenderanno" in via Mattei per l'affiancamento e il passaggio di consegne, così, gradualmente, per diversi impiegati scatterà la cassa integrazione a zero ore, in scadenza il 31 maggio del 2017, salvo proroghe. Poi sarà il turno della "NASPI" (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego), la prestazione economica, istituita dal 1° maggio 2015, che sostituisce l’indennità di disoccupazione. 

VICISSITUDINI. Gli ultimi anni, dopo la cessione della famiglia Masotti al fondo californiano Jh Partners, le crisi e i licenziamenti si sono susseguiti fino all’arrivo di Silvio Scaglia, vincitore dell’asta presso la sezione fallimentare del Tribunale civile di Bologna che aveva visto ‘gareggiare’ anche Calzedonia e gli israeliani di Delta Galil Industries.

L’azienda aveva depositato una richiesta di concordato preventivo, così il 4 giugno del 2013 la finanziaria di Scaglia si è aggiudicata LaPerla per 69 milioni di euro promettendo di investirne almeno 110 e di tutelare i lavoratori. 

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